Kikkuli

di Giovanni Battista Tomassini

Sappiamo davvero poco di questo personaggio misterioso, il cui nome però viene ricordato per essere quello dell’autore del più antico testo dedicato alla cura e all’allenamento del cavallo pervenuto sino a noi. Visse nel tredicesimo secolo avanti Cristo.

Cavalli strigliati e abbeverati
Pannello dal Palazzo Nord-occidentale di Ashurnasirpal (Iraq del Nord), 883-859 a. C.
© Trustees of the British Museum

«Queste sono le parole di Kikkuli, maestro cavaliere, nativo del paese dei Mitanni», comincia così il suo manuale per l’allenamento dei cavalli da guerra. Pur essendo al servizio del re Ittita, Shuppiluliuma, Kikkuli era infatti uno “straniero”. Mitanni o Mitani era il nome di un impero situato sulla sponda sinistra dell’Eufrate, a sud del Tauro, comprendente la Mesopotamia settentrionale e, nel periodo della sua massima espansione (sec. XV a. C.), anche la parte occidentale dell’Assiria. Mitanni fu probabilmente la capitale del regno, quantunque le fonti chiamino anche la città capitale Washshuggani. La popolazione di questo regno era di origine Hurrita. Gli Hurriti parlavano una propria lingua, della quale quella parlata dai Mitanni non era  altro che un dialetto. Abitavano nell’Armenia, nelle provincie orientali dell’impero degli Hittiti in Asia Minore, nella Mesopotamia settentrionale e, frammisti con altre popolazioni, in Assiria, Babilonia, Siria e Palestina.

Frammento dal Palazzo Nord-occidentale
© Trustees of the British Museum

Agli inizi della sua storia il principale rivale dell’Impero dei Mitanni era l’Egitto. L’ascesa degli Ittiti spinse però i sovrani Mitanni a stringere un’alleanza con i loro antichi nemici, suggellata da diversi matrimoni tra i faraoni egiziani e le principesse dei Mitanni. Probabilmente a seguito di una congiura, che portò il disordine nell’impero dei Mitanni, gli Assiri invasero parte della Mesopotamia sud-orientale. La situazione spinse il re ittita Shuppiluliuma a intervenire in favore di Mattiwaza, uno dei principi dei Mitanni, che era in lotta per la successione. Gli diede quindi in moglie una principessa ittita e lo mise sul trono, come vassallo del suo regno. Poco tempo dopo, però, Adad-nirari I d’Assiria (1310-1281) conquistò le città principali del paese e il regno dei Mitanni passò all’Assiria.

Il testo di Kikkuli riveste una particolare importanza per i filologi. Secondo Kammenhuber, che ha studiato tutti i frammenti del testo, le quattro tavolette sarebbero state incise da quattro scribi differenti, probabilmente di origine Hurrita. Ciascuna di esse mostra un diverso livello di competenza della lingua ittita da parte dello scrivente. Dal testo si deduce che gli addestratori di cavalli Mitanni, come Kikkuli, e i loro interlocutori Ittiti usavano vocaboli comuni, hurriti e ittiti, ma anche termini tecnici derivanti da lingue diverse parlate nell’Asia Minore, come quelle dei Sumeri, degli Accadi, dei Luvi e degli Indo-Ariani.

La caccia al leone (particolare)
Pannello in pietra del Palazzo Nord-occidentale di Ashurnasirpal II
© Trustees of the British Museum

Bibliografia:

FURLANI, Giuseppe, Mitanni, in AA.VV., Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Treccani, 1934.

RAULWING, Peter, The Kikkuli Text. Hittite Training Instructions for Chariot Horses in the Second Half of the 2nd Millennium B.C. and Their Interdisciplinary Context, 2009.

SESTILI, Antonio, Cavalli e cavalieri nel mondo antico, Roma, Società Editrice Dante Alighieri, 2012.

Ulteriori informazioni a riguardo delle immagini pubblicate in questa pagina possono essere rintracciate seguendo questi link:  Cavalli strigliati e abbeverati / Frammento dal Palazzo Nord-occidentale / La caccia al leone

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