{"id":2726,"date":"2017-12-26T07:27:10","date_gmt":"2017-12-26T07:27:10","guid":{"rendered":"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/?p=2726"},"modified":"2017-12-29T18:15:33","modified_gmt":"2017-12-29T18:15:33","slug":"il-viaggio-di-dom-duarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/worksofchivalry.com\/it\/il-viaggio-di-dom-duarte\/","title":{"rendered":"Il viaggio di Dom Duarte"},"content":{"rendered":"<figure style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2728 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-580x401.jpg\" alt=\"Galvao de Andrade, Arte\u00a0de\u00a0Cavalaria\u00a0de gineta e estardaiota, 1678\" width=\"580\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-580x401.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-768x531.jpg 768w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-1024x707.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-434x300.jpg 434w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6-600x414.jpg 600w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-6.jpg 1284w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Galvao de Andrade, Arte\u00a0de\u00a0Cavalaria\u00a0de gineta e estardaiota, 1678<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b><i>di <\/i><\/b><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/gli-autori\/\"><span class=\"s2\"><i>Giovanni Battista Tomassini<\/i><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Quando nel 1820, Jos\u00e9 Xavier Dias da Silva scopr\u00ec che un grande volume in folio conservato nella Biblioteca Reale di Parigi conteneva due opere manoscritte, sino ad allora sconosciute, del re <\/span><span class=\"s3\">Edoardo I del Portogallo (1391-1438), non si rese subito conto d\u2019aver portato alla luce un tesoro inestimabile della letteratura equestre mondiale. In quel codice, rilegato in marocchino, era infatti contenuto il pi\u00f9 antico libro sull\u2019equitazione pervenuto sino a noi, dopo quello di Senofonte. Fino a quel momento, il primato era attribuito a <i>Gli ordini di cavalcare<\/i>, il trattato che il gentiluomo napoletano Federico Grisone aveva fatto stampare a Napoli, nel 1550. La scoperta di da Silva dimostrava invece che pi\u00f9 di un secolo prima l\u2019undicesimo re del Portogallo e dell\u2019Algarve e secondo signore di Ceuta, noto anche come Edoardo il filosofo, o l\u2019eloquente, per la sua passione per le lettere, aveva scritto un\u2019opera dedicata \u201call\u2019arte di cavalcare con qualsiasi tipo di sella\u201d, intitolata <\/span><span class=\"s1\">appunto <i>Livro da ensinan\u00e7a de bem cavalgar toda sella<\/i>. Nel manoscritto parigino, il trattato equestre era preceduto da un&#8217;altra opera di mano del sovrano: <i>O leal Conselheiro<\/i>, in cui il sovrano portoghese esponeva considerazioni di carattere filosofico e illustrava modelli di comportamento. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\"><b>Un\u2019opera originale<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s3\">Non solo il libro di Dom Duarte (1391-1438) \u00e8 il primo libro dedicato interamente all\u2019equitazione scritto in epoca ormai moderna, ma \u00e8 anche un\u2019opera originalissima che, invece di incentrarsi sulla tecnica equestre, approfondisce la psicologia del cavaliere, offrendo allo stesso tempo una panoramica molto interessante sulle pratiche equestri in epoca tardo medievale. Una particolarit\u00e0 che fa di questo libro \u2013 nella bella definizione che ne d\u00e0 lo studioso portoghese Carlos Henriques Pereira \u2013 \u00abla prima pagina della storia della psicologia applicata agli sport equestri e verosimilmente della pedagogia dello sport in generale\u00bb (PEREIRA, 2009, p. 141).<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 337px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/DUARTE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2729 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/DUARTE-337x500.jpg\" alt=\"Edoardo I del Portogallo nacque nel 1391 e mor\u00ec di peste nel 1438 (Bernardo de Brito, Elogios dos Reis de Portugal com os mais verdadeiros retratos que se pudera\u00f5 achar, 1603)\" width=\"337\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/DUARTE-337x500.jpg 337w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/DUARTE-202x300.jpg 202w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/DUARTE.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Edoardo I del Portogallo nacque nel 1391 <br \/> e mor\u00ec di peste nel 1438 <br \/> (Bernardo de Brito, Elogios dos Reis de Portugal <br \/> com os mais verdadeiros retratos <br \/> que se pudera\u00f5 achar, 1603)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p4\" style=\"text-align: left;\"><span class=\"s3\">Innanzitutto, l\u2019autore elenca e analizza i vantaggi che all\u2019epoca derivavano dall\u2019essere un provetto cavaliere: se ne guadagna prestigio sociale, infonde coraggio, ricrea lo spirito, \u00e8 utile in guerra e nella caccia. Inoltre, un buon cavaliere \u00e8 sempre pronto a venire in soccorso del proprio sovrano e da ci\u00f2 gli possono derivare molti benefici e onori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\" style=\"padding-left: 60px;\"><span class=\"s3\"><em>Sono sicuro &#8211; scrive Dom Duarte &#8211; che tutti i cavalieri e gli scudieri debbano voler eccellere nell\u2019arte di cavalcare, poich\u00e9 saranno molto stimati da tutti per tale abilit\u00e0<\/em> (DOM DUARTE, p. 6). <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s3\">Tre sono i requisiti che il cavaliere deve avere per eccellere: per prima cosa la volont\u00e0, quindi i mezzi economici, per acquistare buoni cavalli e poi prendersene adeguatamente cura, infine la conoscenza, che permette di scegliere gli animali migliori e di valorizzarne i pregi e correggerne i difetti.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2770\" aria-describedby=\"caption-attachment-2770\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2770\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2-580x495.jpg\" alt=\"Per Dom Duarte, la prima virt\u00f9 di un cavaliere  \u00e8 sapersi mantenere solido in sella in qualsiasi circostanza (Galvao de Andrade, Arte de Cavalaria de gineta e estardiota, 1678)\" width=\"580\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2-580x495.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2-768x656.jpg 768w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2-1024x875.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2-351x300.jpg 351w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Galvao-de-Andrade-2.jpg 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2770\" class=\"wp-caption-text\">Per Dom Duarte, la prima virt\u00f9 di un cavaliere<br \/>\u00e8 sapersi mantenere solido in sella in qualsiasi circostanza<br \/>(Galvao de Andrade, Arte de Cavalaria de gineta e estardiota, 1678)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La pi\u00f9 importante qualit\u00e0 che distingue un buon cavaliere \u00e8, secondo Dom Duarte, la capacit\u00e0 di tenersi ben solido in sella, in qualsiasi circostanza. Subito dopo per\u00f2 viene il non aver paura di cadere, mantenendo un\u2019adeguata fiducia in se stesso e nell\u2019animale, su qualsiasi terreno cavalchi. Questa sicurezza pu\u00f2 e deve essere acquisita attraverso un processo di maturazione spirituale del cavaliere: infatti, <\/span><\/p>\n<p class=\"p6\" style=\"padding-left: 60px;\"><span class=\"s3\"><i>sebbene comunemente si ritenga che noi non possiamo cambiare la nostra natura, io credo che gli uomini possano migliorarsi enormemente, sotto la guida di Dio, correggendo le proprie debolezze e aumentando le proprie virt\u00f9<\/i> (DOM DUARTE, p. 45).<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s3\">Il primo modo per vincere la paura, dice Duarte, \u00e8 la conoscenza: <\/span><\/p>\n<p class=\"p7\" style=\"padding-left: 60px;\"><span class=\"s3\"><i>nel cavalcare, come in ogni cosa che vogliamo fare, se la paura ci rende incapaci di eccellere, noi dobbiamo innanzitutto imparare come fare bene; e se impariamo come comportarci, acquisiremo la sicurezza necessaria per vincere la paura<\/i> (DOM DUARTE, p. 45).<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2736\" aria-describedby=\"caption-attachment-2736\" style=\"width: 357px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-4.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2736 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-4-357x500.jpg\" alt=\"Dom Duarte \u00e8 il primo che illustra la tecnica dell\u2019equitazione \u201ca la gineta\u201d (Pirro Antonio Ferraro, Cavallo frenato, 1602)\" width=\"357\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-4-357x500.jpg 357w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-4-214x300.jpg 214w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-4.jpg 568w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2736\" class=\"wp-caption-text\">Dom Duarte \u00e8 il primo che illustra <br \/> la tecnica dell\u2019equitazione \u201ca la gineta\u201d<br \/> (Pirro Antonio Ferraro, Cavallo frenato, 1602)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\"><b>Equitazione<a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/a-la-brida-e-a-la-gineta-diverse-tecniche-equestri-nel-tardo-medioevo-e-nel-rinascimento\/\" target=\"_blank\"> \u201ca la brida\u201d e \u201ca la gineta\u201d<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s3\">Quanto alla tecnica equestre, Dom Duarte indica diversi modi di cavalcare, sostanzialmente contrapponendo le diverse tecniche della cosiddetta equitazione \u201c<i>a la brida<\/i>\u201d, in cui il cavaliere montava mantenendo le gambe distese, e la tecnica cosiddetta \u201c<i>a la gineta<\/i>\u201d, caratterizzata invece dal fatto che il cavaliere montava con le staffe pi\u00f9 corte e le gambe piegate.<\/span><\/p>\n<p class=\"p8\"><span class=\"s3\">L\u2019equitazione \u201c<i>a la <\/i>brida\u201d era la tecnica tipica della cavalleria pesante, caratterizzata dalla staffatura lunga. Dom Duarte distingueva due modi differenti: il primo consisteva nel ben inforcarsi sulla sella, portando i piedi in avanti; il secondo, invece, nel montare in piedi sulle staffe, senza mai sedersi. Per facilitare questa seconda modalit\u00e0 le staffe venivano allacciate l\u2019una all\u2019altra con una correggia, sotto il ventre del cavallo, perch\u00e9 non si divaricassero. L\u2019uso di montare in piedi era secondo Dom Duarte pi\u00f9 antico e prescriveva al cavaliere di tenere le gambe perfettamente dritte sotto di s\u00e9. Entrambe queste tecniche servivano a facilitare il cavaliere nel maneggiare la lancia.\u00a0<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 329px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2735 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-3-329x500.jpg\" alt=\"L\u2019altra tecnica descritta da Dom Duarte e la cosiddetta equitazione \u201ca la brida\u201d (Pierre de la Noue, La Cavalerie Fran\u00e7aise et Italienne, 1620)\" width=\"329\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-3-329x500.jpg 329w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-3-198x300.jpg 198w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-3.jpg 569w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">L\u2019altra tecnica descritta da Dom Duarte <br \/> \u00e8 la cosiddetta equitazione \u201ca la brida\u201d<br \/> (Pierre de la Noue, La Cavalerie Fran\u00e7aise<br \/> et Italienne, 1620)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s3\">Nell\u2019equitazione \u201c<i>a la gineta<\/i>\u201d invece le staffe venivano portate pi\u00f9 corte, consentendo al cavaliere un contatto pi\u00f9 immediato e preciso degli \u201caiuti inferiori\u201d con i fianchi del cavallo. Secondo Dom Duarte, questo stile prescriveva al cavaliere di sedere \u201cnel mezzo della sella\u201d, quindi senza avvalersi del sostegno degli arcioni e di portare i piedi saldamente appoggiati sulle staffe, con i talloni leggermente bassi. I morsi impiegati in questo tipo di equitazione erano identici a quelli tutt\u2019ora usati in Nord Africa, mentre le selle, anche quelle di chiara derivazione araba, ricordavano la \u201c<i>silla vaquera<\/i>\u201d ancora oggi in uso in Spagna. L\u2019equitazione \u201c<i>a la gineta\u201d<\/i>\u00a0era inoltre (ed \u00e8 tuttora) la tecnica di base della corrida a cavallo. La staffatura pi\u00f9 corta consente infatti arresti e partenze rapidi e repentini cambi di direzione, essenziali nella lotta con il toro.<\/span><\/p>\n<p class=\"p10\"><span class=\"s3\"><b>Il libro di Dom Duarte e l\u2019Italia<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s3\">Dopo la sua scoperta, gli studiosi hanno continuato a interrogarsi su quale percorso il manoscritto di Dom Duarte abbia seguito per approdare infine alla Biblioteca Reale (oggi Nazionale) di Parigi. Le pi\u00f9 antiche attestazioni del volume in Francia, lo collocano alla met\u00e0 del Cinquecento nella Biblioteca di Blois, di propriet\u00e0 dei duchi di Orl\u00e9ans. Nel 1544, questa raccolta di libri conflu\u00ec nella Biblioteca Reale costituita da Francesco I (1494-1547) a Fontainbleau, poi trasferita a Parigi, alla fine del regno di Carlo IX (1560-1574).<\/span><\/p>\n<figure style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2737 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8-580x425.jpg\" alt=\"Il miglior modo per vincere la paura di cadere, dice Dom Duarte, \u00e8 la conoscenza (Galvao de Andrade, Arte\u00a0de\u00a0Cavalaria\u00a0de gineta e estardiota, 1678)\" width=\"580\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8-580x425.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8-768x563.jpg 768w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8-1024x751.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-8-409x300.jpg 409w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il miglior modo per vincere la paura di cadere, dice Dom Duarte, \u00e8 la conoscenza<br \/> (Galvao de Andrade, Arte\u00a0de\u00a0Cavalaria\u00a0de gineta e estardiota, 1678)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p11\"><span class=\"s3\">Gli studiosi considerano ormai praticamente certo che dell\u2019opera del re portoghese esistesse una sola copia. Probabilmente venne portata in Spagna dalla vedova di Duarte, Eleonora d\u2019Aragona (1400\/2-1445), quando lasci\u00f2 il regno del Portogallo nel 1440. L\u2019ipotesi ormai pi\u00f9 accreditata \u00e8 che il manoscritto entr\u00f2 successivamente in possesso dei fratelli di donna Leonor, gli infanti d\u2019Aragona, Henrique e Joao, o perch\u00e9 lei glielo vendette (cosa probabile, vista la sua situazione economica), oppure perch\u00e9 lo ereditarono alla sua morte. Appartenendo ormai alla corte aragonese, il manoscritto pass\u00f2 quindi alla Biblioteca dei Re Aragonesi a Napoli. Lo dimostra la presenza nell\u2019angolo destro in basso dell\u2019ultimo foglio scritto del testo di una sigla presente su altri manoscritti sicuramente appartenuti alla biblioteca aragonese di Napoli. La collezione di libri napoletana &#8211; che raccoglieva il prezioso fondo creato da Alfonso I (1435-1458) e Ferdinando I (1458-1494), entrambi appassionati bibliofili &#8211; pass\u00f2 quindi a Blois probabilmente dopo l\u2019effimera conquista di Napoli da parte di Carlo VIII (febbraio 1495), o forse dopo la vendita fatta a Luigi XII (1462-1515) da Isabella, vedova dell\u2019ultimo re aragonese di Napoli, Federico I, che mor\u00ec esule in Francia nel 1504. Sta di fatto, che il primo trattato d\u2019equitazione scritto in epoca moderna, pass\u00f2 dal Portogallo alla Spagna, quindi sost\u00f2 a Napoli, per proseguire poi verso la Francia, unendo in un percorso ideale, oltre che materiale, alcune delle nazioni che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo della cultura equestre europea, tra il XV e il XVIII secolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p11\"><em>(Questo articolo \u00e8 apparso sul primo numero <\/em>Lusitano Magazine<em>, rivista dall&#8217;AICL, Associazione Italiana del Cavallo Lusitano)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2738\" aria-describedby=\"caption-attachment-2738\" style=\"width: 367px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-5.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2738 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-5-367x500.jpg\" alt=\"Il morso \u201ca la gineta\u201d era identico ai morsi tuttora in uso in Nord Africa (Pedro Fernandez de Andrade, Libro de la Gineta de Espana, 1599)\" width=\"367\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-5-367x500.jpg 367w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-5-220x300.jpg 220w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Immagine-5.jpg 567w\" sizes=\"auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2738\" class=\"wp-caption-text\">Il morso \u201ca la gineta\u201d era identico <br \/> ai morsi tuttora in uso in Nord Africa<br \/> (Pedro Fernandez de Andrade, Libro de la Gineta <br \/> de Espana, 1599)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\"><b>Bibliografia<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\">CASTRO, Maria H. L., \u201c<i>Leal Conselheiro\u201d: itiner\u00e1rio do manuscrito,<\/i> \u201cPen\u00e9lope\u201d, Lisboa, n. 16, 1995. p. 109-124.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\">DOM DUARTE <i>The Royal Book of Jousting, Horsemanship and Knightly Combat. A translation into English of King\u2019Dom Duarte\u2019s 1438 Treatise Livro da Ensinan\u00e7a de Bem Cavalgar Toda Sela<\/i>, by Antonio Franco Preto, ed. by S. Mulhberger, Higland Village, The<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Chivalry Bookshelf,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>2005.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\">PEREIRA, Carlos Henriques, <i>Le trait\u00e9 du roi D. Duarte: l\u2019\u00e9quitation portugaise a l\u2019aube de la Reinassance<\/i>, in AA. VV. , <i>Les Arts de l\u2019\u00e9quitation dans l\u2019Europe de la Reinassance. VIIe colloque de l\u2019Ecole nationale d\u2019\u00e9quitation au Chateau d\u2019Oiron (4 et 5 octobre 2002)<\/i>, Arles, Actes Sud, 2009, pp. 140 \u2013 150. <\/span><\/p>\n<p class=\"p13\"><span class=\"s3\"><b>Edizioni moderne<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s3\">Purtroppo non esiste una traduzione italiana del libro di Dom Duarte. I lettori interessati possono leggere la buona traduzione francese a cura di Anne-Marie Quint\u00a0e Carlos Pereira, <i>Le trait\u00e9 des \u00e9quitations: Livre qui enseigne \u00e0 bien pratiquer toute \u00e9quitation<\/i> (Actes Sud Editions, 216, \u20ac 29), oppure la recente traduzione in inglese di Jeffrey L. Forgeng, <i>The Book of Horsemanship by Duarte I of Portugal<\/i> (Boydell Press, 2016, \u20ac 30,12). Chi ha familiarit\u00e0 con il portoghese trova infine online l\u2019edizione del 1854 seguendo questo link: <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/lealconselheiroo00duar\"><span class=\"s4\"><i>Leal conselheiro, o qual fez Dom Duarte: seguido do Livro da ensinanca de bem cavalgar toda sella<\/i><\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Battista Tomassini Quando nel 1820, Jos\u00e9 Xavier Dias da Silva scopr\u00ec che un grande volume in folio conservato nella Biblioteca Reale di Parigi conteneva due opere manoscritte, sino ad allora sconosciute, del re Edoardo I del Portogallo (1391-1438), non si rese subito conto d\u2019aver portato alla luce un tesoro inestimabile della letteratura equestre&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2728,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[277],"tags":[282,283,311,75,150,341,172],"class_list":["post-2726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","tag-a-la-brida-it","tag-a-la-gineta-it","tag-dom-duarte-it","tag-federico-grisone","tag-grisone","tag-lusitano","tag-regno-di-napoli"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - 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