{"id":2409,"date":"2014-03-24T16:12:56","date_gmt":"2014-03-24T16:12:56","guid":{"rendered":"http:\/\/worksofchivalry.com\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-parte-3a\/"},"modified":"2014-03-24T16:12:56","modified_gmt":"2014-03-24T16:12:56","slug":"maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-parte-3a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/worksofchivalry.com\/it\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-parte-3a\/","title":{"rendered":"\u201cManeggi e salti\u201d. Gli esercizi di base dell\u2019equitazione rinascimentale (parte 3a)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1232\" aria-describedby=\"caption-attachment-1232\" style=\"width: 1927px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1232  \" title=\"Biagio d'Antonio Tucci, Trionfo di Camillo (dettaglio), 1470-1475\" alt=\"\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio.jpg\" width=\"1927\" height=\"1139\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio.jpg 1927w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio-580x342.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio-1024x605.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Biagio-di-Antonio-Il-trionfo-di-Camillo-dettaglio-500x295.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1927px) 100vw, 1927px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1232\" class=\"wp-caption-text\">Biagio d&#8217;Antonio Tucci, Trionfo di Camillo (dettaglio), 1470-1475,<br \/>National Gallery of Art, Washington D.C.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>di\u00a0<a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/gli-autori\/\">Giovanni Battista Tomassini<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel tardo Medioevo e nel Rinascimento l\u2019equitazione aveva una spiccata dimensione sociale. Il cavallo svolgeva una funzione simbolica essenziale nella definizione dell\u2019identit\u00e0 della classi aristocratiche e interpretava un ruolo centrale nella maggior parte delle manifestazioni pubbliche, nelle quali contribuiva con la sua forza ed eleganza, ma anche con lo sfarzo delle sue bardature a far brillare la nobilt\u00e0 al cospetto del popolo. L\u2019equitazione era inoltre parte integrante dei rituali di corte. Non \u00e8 un caso che una parte del primo trattato equestre pubblicato a stampa, <i>Gli ordini di cavalcare\u00a0<\/i>(1550) di Federico Grisone, fosse dedicata a come presentare un cavallo al cospetto di un principe, o di un re. In queste occasioni, cos\u00ec come nel corso delle fasi cerimoniali che precedevano i combattimenti nelle giostre, cavalli e cavalieri eseguivano esercizi volti a mostrare al pubblico l\u2019energia dell\u2019animale e l\u2019ardimento e la bravura di chi lo montava. Si trattava per lo pi\u00f9 di quelli che oggi conosciamo come \u201csalti di scuola\u201d o \u201carie rilevate\u201d.<\/p>\n<p>Contrariamente a una credenza piuttosto diffusa, questi esercizi avevano una finalit\u00e0 eminentemente estetica e non militare. Gli autori rinascimentali e successivi sono su questo unanimi. Non solo i salti, ma addirittura le \u201c<i>posate<\/i>\u201d erano considerate da Fiaschi pericolose per il cavallo da usare in combattimento, perch\u00e9 nel momento in cui si sollevava sui posteriori l\u2019animale veniva a trovarsi in una condizione di vulnerabilit\u00e0 rispetto alla carica di un eventuale avversario.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>\u2026 se si vuole qualche posata farla, ma che non siano molto alte, perch\u00e9 oltre, che sarebbe brutto vedere il cavallo in tal modo accostumato, sarebbe ancho di danno ogni volta che cos\u00ec facesse se li fusse dato incontro; perch\u00e9 facilmente si potria battere a terra. Et questo anchor \u00e8 che mi fa spiacer tante possate, massimamente nel cavallo da guerra<\/i> (Fiaschi, 1556, II, 5, p. 99).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1218\" aria-describedby=\"caption-attachment-1218\" style=\"width: 1048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1218\" alt=\"Contrariamente a una credenza diffusa, i salti di scuola avevano una finalit\u00e0 estetica e non militare. William Cavendish, duca di Newcastle, La methode et inuention nouvelle de dresser les cheuaux, 1658, tav. 30\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola.jpg\" width=\"1048\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola.jpg 1048w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola-580x442.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola-1024x781.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Salti-di-scuola-393x300.jpg 393w\" sizes=\"auto, (max-width: 1048px) 100vw, 1048px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1218\" class=\"wp-caption-text\">Contrariamente a una credenza diffusa, i salti di scuola<br \/>avevano una finalit\u00e0 estetica e non militare.<br \/>William Cavendish, duca di Newcastle, La methode et inuention<br \/>nouvelle de dresser les cheuaux, 1658, tav. 30<\/figcaption><\/figure>\n<p>Opinione condivisa da Claudio Corte, autore de <i>Il cavallarizzo<\/i> (1562), secondo il quale il rischio maggiore era che una volta addestrato alle posate e alle corvette il cavallo potesse eseguirle di propria iniziativa, per sottrarsi al controllo del cavaliere, lasciandolo cos\u00ec esposto agli attacchi dei suoi avversari.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>Hor perch\u00e9 i cavalli giovani imparano facilmente le pesate, e di poi che le hanno imparate le fanno volentieri, parendoli, che come le hanno fatte, non habbino <\/i><i>\u00e0 far altro: e che battuti per questo col sprone: non habbino se non <\/i><i>\u00e0 fermarsi e pesarsi, si fermano bene spesso <\/i><i>\u00e0 farle contra il voler del cavalcatore; e in luogo dove non si richiede; e le fanno anco pi\u00f9 alte di quello non si conviene<\/i>. (CORTE, 1562, II, 15, p. 71r).<i><\/i><\/p>\n<figure id=\"attachment_1207\" aria-describedby=\"caption-attachment-1207\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Pluvinel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1207   \" title=\"Antoine de Pluvinel, Pesade, 1625\" alt=\"Anche l'uso delle \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Pluvinel.jpg\" width=\"750\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Pluvinel.jpg 750w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Pluvinel-580x450.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Pluvinel-386x300.jpg 386w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1207\" class=\"wp-caption-text\">Anche l&#8217;uso delle &#8220;posate&#8221; (pesade) era considerato<br \/>da autori come Fiaschi e Corte, nocivo per i cavalli da guerra.<br \/>Antoine de Pluvinel, L&#8217;instruction du Roy en l&#8217;exercice de monter \u00e0 cheval, 1625, figure 22<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ancora pi\u00f9 esplicito sulla finalit\u00e0 esclusivamente ludica dei salti di scuola e sulla loro nocivit\u00e0 per i cavalli da impiegare in guerra \u00e8 Pasquale Caracciolo, autore del monumentale trattato <i>La gloria del cavallo<\/i> (1567). Secondo lo scrittore e cavaliere napoletano, addestrare un cavallo ai salti non solo lo rendeva bellissimo da vedere, ma allo stesso tempo ne aumentava l\u2019agilit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 agli aiuti. Bisognava per\u00f2 prima valutare attentamente le attitudini dell\u2019animale, che doveva avere particolari doti di forza e docilit\u00e0. Caracciolo considerava per\u00f2 un grave errore addestrare a questi esercizi un cavallo da guerra, visto che secondo lui in battaglia non solo non producevano alcun beneficio, ma potevano piuttosto arrecare danno.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>Stimer\u00e0 forse alcuno soverchia, e vana cosa, che l\u2019huomo s\u2019affatichi di insegnar questi salti al suo cavallo; ma e\u2019 s\u2019inganna; perch\u00e9 oltre che vien bellissimo a vedere un cavallo, che vada ondeggiante di gruppo in gruppo; certamente con queste dottrine alleggerendosi di braccia, e di gambe, diviene pi\u00f9 agile, e pi\u00f9 pronto a tutte l\u2019altre virt\u00f9, che si richiedono; si come il giuoco della palla al cavaliere se ben non \u00e8 necessario quanto a se, non si pu\u00f2 tuttavia negare che oltre un certo che di ornamento, non gli sia molto giovevole ad addestrarlo all\u2019armeggiare. Bisogna ben sopra tutto considerare la taglia, l\u2019habilit\u00e0, e la propria inclinazione de l\u2019animale; che quando tai cose vi concorressero, non saria da dubitarsi, che a nobili giovani attendenti a star bene in sella, non fusse utile, e onorevole di ammaestrare i loro cavalli a tai maneggi, co\u2019 quali di giorno in giorno si fariano pi\u00f9 destri, e pi\u00f9 leggieri; servandosi la temperanza, e\u2019l prescritto ordine. Ma essendo un cavallo assai veloce, \u00f2 di qualit\u00e0 propriamente al guerreggiare, sciocco sarebbe chi si mettesse ad essercitarlo in questi salti, e in questi gruppi; i quali nella militia apporteriano pi\u00f9 tosto impedimento, e danno, che beneficio alcuno al Cavaliere, com\u2019altre volte s\u2019\u00e8 detto<\/i> (CARACCIOLO, 1567, p. 426)<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, come spiega bene Jean-Claude Barry, per diciassette anni <i>ecuyer<\/i> del Cadre Noir e grande esperto del lavoro dei \u201csaltatori\u201d: \u00abconoscendo la preparazione e la precisione che richiedono, \u00e8 difficile immaginare di eseguire le arie rilevate nel quadro di uno scontro in cui rapidit\u00e0 e prontezza di reazione sono vitali e in cui qualsiasi azione involontaria o imprecisa del cavaliere potrebbe essere fraintesa dal cavallo. Per di pi\u00f9 il peso della bardatura e del cavaliere in armatura era un handicap per il destriero e ne limitava l\u2019agilit\u00e0\u00bb (Barry, 2005, p.26).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1210\" aria-describedby=\"caption-attachment-1210\" style=\"width: 470px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Capriola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1210 \" title=\"G.B. Galiberto, Capriola, 1650\" alt=\"La capriola (cabriole) \u00e8 uno dei salti di scuola pi\u00f9 spettacolari tra quelli ancora praticati oggi. Giovanni Battista Galiberto, Il cavallo da maneggio, 1650\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Capriola.jpg\" width=\"470\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Capriola.jpg 470w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Capriola-419x300.jpg 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1210\" class=\"wp-caption-text\">La capriola (cabriole) \u00e8 uno dei salti di scuola pi\u00f9 spettacolari<br \/>tra quelli ancora praticati oggi.<br \/>Giovanni Battista Galiberto, Il cavallo da maneggio, 1650<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le arie rilevate praticate all\u2019epoca differivano leggermente da quelle tuttora eseguite nelle grandi accademie d\u2019arte equestre classica, come quella di Vienna, Saumur, Jerez e Lisbona, che si rifanno prevalentemente alla codificazione di questi esercizi avvenuta nel XVIII secolo. Sfortunatamente, gli autori dei trattati rinascimentali davano per scontato il fatto che i loro lettori conoscessero gli esercizi dei quali parlavano e per questo non ci hanno fornito descrizioni approfondite e chiare. Allo stesso modo, con la sola eccezione del trattato di Cesare Fiaschi, le opere del XVI secolo non presentano illustrazioni significative, che possano chiarire come venisse intesa l\u2019esecuzione dei diversi esercizi. Questo rende oggi pi\u00f9 problematica l\u2019esatta individuazione delle specifiche caratteristiche dei diversi tipi di salto che sono citati nelle opere dei maestri rinascimentali. Per cercare quindi di rendere pi\u00f9 esplicita e precisa la descrizione che segue ci avvarremo, oltre che delle illustrazioni tratte dal libro di Fiaschi, anche di quelle pubblicate in opere successive, come quella del duca di Newcastle, e come <i>Il cavallo da maneggio, <\/i>del conte napoletano Giovanni Battista Galiberto, colonnello e maestro d\u2019equitazione, al servizio del re d\u2019Ungheria e Boemia Ferdinando IV. Sebbene l\u2019opera sia stata pubblicata a Vienna nel 1650, cio\u00e8 esattamente un secolo dopo quella di Grisone, si rif\u00e0 chiaramente alla terminologia e alle tecniche dell\u2019equitazione di scuola italiana rinascimentale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1211\" aria-describedby=\"caption-attachment-1211\" style=\"width: 1274px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1211 \" title=\"Le quattro scuole di Saumur, Lisbona, Jerez e Vienna\" alt=\"I salti praticati in epoca rinascimentale differivano leggermente da quelli eseguiti oggi nelle quattro grandi accademie di Saumur, Lisbona, Jerez e Vienna\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole.jpg\" width=\"1274\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole.jpg 1274w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole-580x166.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole-1024x294.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole-1000x288.jpg 1000w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Quattro-scuole-500x143.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1274px) 100vw, 1274px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1211\" class=\"wp-caption-text\">I salti praticati in epoca rinascimentale differivano leggermente da quelli eseguiti oggi<br \/>nelle quattro grandi accademie di Saumur, Lisbona, Jerez e Vienna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel libro di Fiaschi troviamo innanzitutto citato il cosiddetto \u201c<i>galoppo raccolto<\/i>\u201d. Di quest\u2019aria l\u2019autore non fornisce alcuna descrizione, ma sottolineando la difficolt\u00e0 di spiegarne, a parole o con un disegno, l\u2019esecuzione aggiunge lo spartito, sottolineando che \u00ab<i>quella misura e tempo bisogna osservare se si vuole che il cavaliere faccia un aggruppar di bella vista<\/i>\u00bb (FIASCHI, 1556, II, 11, p. 114). Con il verbo \u201caggruppare\u201d ritengo che l\u2019autore voglia intendere \u201ceseguire salti\u201d, che vengono in altri testi definiti anche \u201cgroppi\u201d (probabilmente da \u201cgroppa\u201d). Per eseguire questo esercizio, Fiaschi dice che il cavaliere deve mantenere il cavallo riunito, stimolandolo con i polpacci e trattenendolo ritmicamente con la briglia, in modo che \u00ab<i>si muova quel tanto che ondeggi un pochetto<\/i>\u00bb (FIASCHI, 1556, II, 11, p. 114). A giudicare da queste indicazioni e anche dall\u2019illustrazione a corredo sembra possibile identificare il \u201c<i>galoppo raccolto<\/i>\u201d con ci\u00f2 che oggi conosciamo come <i>tette a terre<\/i>, una sorta di galoppo in due tempi, in cui il cavallo passa alternativamente dagli anteriori ai posteriori e che, a partire dal XVIII secolo diviene l\u2019aria di preparazione di tutti i salti di scuola.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1212\" aria-describedby=\"caption-attachment-1212\" style=\"width: 777px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Galoppo-raccolto1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1212 \" title=\"C. Fiaschi, Galoppo raccolto, 1556\" alt=\"Il \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Galoppo-raccolto1.jpg\" width=\"777\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Galoppo-raccolto1.jpg 777w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Galoppo-raccolto1-580x427.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Galoppo-raccolto1-406x300.jpg 406w\" sizes=\"auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1212\" class=\"wp-caption-text\">Il &#8220;galoppo raccolto&#8221; citato da Fiaschi corrisponde a quello che oggi chiamiamo &#8220;terre \u00e0 terre&#8221;.<br \/>Cesare Fiaschi, Trattato dell&#8217;imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli, 1556<\/figcaption><\/figure>\n<p>Altro esercizio indicato da Fiaschi \u00e8 il cosiddetto \u201c<em>maneggio con salti a balzi<\/em>\u201d. Difficile capire in cosa consistesse questo esercizio. Di un aria chiamata \u201cbalzotto\u201d parla Pasquale Caracciolo, ma anche lui non spiega di cosa si tratti. Secondo Barry, si tratterebbe di quella che successivamente \u00e8 stata chiamata <i>ballotade<\/i>, un salto nel quale il cavallo salta in orizzontale e slancia i posteriori, come se volesse scalciare, ma senza distenderli interamente. In realt\u00e0, per\u00f2 l\u2019illustrazione del libro di Fiaschi mostra il cavallo con le quattro zampe sollevate da terra, ma con i posteriori sotto la massa corporea.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1229\" aria-describedby=\"caption-attachment-1229\" style=\"width: 583px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-MAneggio-con-salti-e-balzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1229 \" title=\"C. Fiaschi, Maneggio con salti e balzi, 1556\" alt=\"Fiaschi \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-MAneggio-con-salti-e-balzi.jpg\" width=\"583\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-MAneggio-con-salti-e-balzi.jpg 583w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-MAneggio-con-salti-e-balzi-580x429.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-MAneggio-con-salti-e-balzi-404x300.jpg 404w\" sizes=\"auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1229\" class=\"wp-caption-text\">Difficile dire oggi in cosa consistesse il &#8220;maneggio con salti e balzi\u201d di cui parla Fiaschi.<br \/>Cesare Fiaschi, Trattato dell&#8217;imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli, 1556<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un\u2019aria citata da diversi autori \u00e8 il cosiddetto \u201c<em>maneggio a misura di un passo e un salto<\/em>\u201d, che veniva praticata anche nella variante di \u201cdue passi e un salto\u201d. Claudio Corte (II, 19) spiega che veniva insegnata ai cavalli abituandoli a saltare dei pezzi di tela tenuti tesi da aiutanti a terra, posti a due o tre passi di distanza l\u2019uno dall\u2019altro. In pratica, il cavallo doveva spiccare un salto ogni uno o due falcata di galoppo. Questo esercizio veniva anche chiamato \u201c<i>galoppo gagliardo\u201d<\/i>. Dalla descrizione che ne d\u00e0 Claudio Corte, sembra di intuire che si trattasse di una sequenza di salti simili alla capriola, intervallati da due, oppure tre falcate di galoppo:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>Ne vi crediate gi<\/i><i>\u00e0, che per quel che s\u2019\u00e8 detto, la capriola, &amp; il passo, e un salto, over galoppo gagliardo siano una cosa medesima, perche la capriola, come vi fu detto, va di passo in passo saltando, e l<\/i><i>\u2019un salto subito seguita l<\/i><i>\u2019altro, che<\/i><i>\u2019l galoppo gagliardo non fa cos\u00ec ma va di dui in dui, over di tre in tre, come pi\u00f9 pare meglio al cavalliere: &amp; i salti ancora sono con calci sempre, che quella non li spara sempre; possendoli per\u00f2 sparare. Nel galoppo gagliardo, che cos\u00ec <\/i><i>si dee dire pi\u00f9 presto che un passo, e un salto, essendo che il salto si piglia al secondo &amp; terzo passo<\/i> (CORTE, 1562, II, 19, p. 74v).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1221\" aria-describedby=\"caption-attachment-1221\" style=\"width: 365px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Un-passo-e-un-salto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1221 \" title=\"G.B. Galiberto, Un passo e un salto, 1650\" alt=\"L'esercizio di \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Un-passo-e-un-salto.jpg\" width=\"365\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Un-passo-e-un-salto.jpg 365w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Un-passo-e-un-salto-362x500.jpg 362w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Un-passo-e-un-salto-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 365px) 100vw, 365px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1221\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esercizio di &#8220;un passo e un salto&#8221;<br \/>era anche chiamato &#8220;galoppo gagliardo&#8221;.<br \/>G. B. Galiberto, Il Cavallo da maneggio, 1650<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un tipo di salto citato da tutti i libri dell\u2019epoca \u00e8 il salto \u201ca montone\u201d, cos\u00ec detto, spiega Pasquale Caracciolo, \u00ab<i>perch\u00e9 viene il cavallo a saltare in quella guisa, che saltano i Montoni<\/i>\u00bb (CARACCIOLO, 1567, p. 425). Si tratta di un\u2019aria in cui il cavallo salta sul posto e, scalciando, ricade nella stessa posizione. Secondo Fiaschi, era proprio questa caratteristica a distinguerlo dai \u201csalti e balzi\u201d:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>perch\u00e9 quando &#8216;l cavallo fa &#8216;l salto a balzo, si spinge con la vita avanti, et questo a montone fatto come dee, bisogna ch&#8217;esso cada dirittamente nel luogo di dove si leva, montando anchor pi\u00f9 alto<\/i>. (FIASCHI, 1556, II, 15, p. 122)<\/p>\n<figure id=\"attachment_1222\" aria-describedby=\"caption-attachment-1222\" style=\"width: 407px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Salto-del-montone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1222 \" title=\"G.B. Galiberto, Salto a montone, 1650\" alt=\"Nel \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Salto-del-montone.jpg\" width=\"407\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Salto-del-montone.jpg 407w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Salto-del-montone-398x500.jpg 398w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Galiberto-Salto-del-montone-238x300.jpg 238w\" sizes=\"auto, (max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1222\" class=\"wp-caption-text\">Nel &#8220;salto a montone&#8221; il cavallo scalciava ricadendo sul posto.<br \/>G.B. Galiberto, Il cavallo da maneggio, 1650<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infine, il salto pi\u00f9 diffuso \u00e8 la cosiddetta \u201ccapriola\u201d, la pi\u00f9 spettacolare della arie rilevate tuttora praticata. Consiste in un salto in cui, quando si trova in aria, il cavallo scalcia con la maggiore violenza possibile. Secondo Fiaschi, la \u201ccapriola\u201d differisce dal salto \u201ca montone\u201d, perch\u00e9 in questo caso, saltando il cavallo avanza e non ricade nello stesso luogo. All\u2019epoca, il cavallo veniva fatto scalciare nella fase discendente della parabola del salto e atterrava sugli anteriori, mentre oggi generalmente il cavallo distende i posteriori al culmine del salto:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>Quando si vorr\u00e0 maneggiar il cavallo con salto o salti alla capriola, cosi chiamati perch\u00e9 di tal modo saltano i capri, si dee operare che facciano come essi fanno quando saltano, che nel cadere a terra levano l\u2019anche<\/i> (FIASCHI, 1556, II; 16, p. 124).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1224\" aria-describedby=\"caption-attachment-1224\" style=\"width: 679px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Capriola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1224 \" alt=\"Nel Rinascimento, eseguendo la capriola, il cavallo veniva fatto scalciare nella fase discendente del salto. C. Fiaschi, Trattato dell\u2019imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli, 1556\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Capriola.jpg\" width=\"679\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Capriola.jpg 679w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Capriola-580x386.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Fiaschi-Capriola-449x300.jpg 449w\" sizes=\"auto, (max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1224\" class=\"wp-caption-text\">Nel Cinquecento, eseguendo la capriola il cavallo<br \/>veniva fatto scalciare nella fase discendente del salto.<br \/>C. Fiaschi, Trattato dell\u2019imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli, 1556<\/figcaption><\/figure>\n<p>Molto diffuse erano anche le \u201c<i>corvette<\/i>\u201d, salto di scuola in cui il cavallo solleva gli anteriori e poi procede a balzi sui posteriori. Secondo Corte, proprio questo movimento caratteristico sarebbe alla base dell\u2019etimologia del nome, poich\u00e9 \u00ab<i>corvetta si dice dal corvo, quando ch<\/i><i>\u2019egli \u00e8 in terra, &amp; va cos\u00ec \u00e0 saltetti innanzi<\/i>\u00bb (CORTE, 1562, II, 15, p. 72r)<i>. <\/i>Era considerata un\u2019aria di presentazione per eccellenza e veniva spesso eseguita nelle cavalcate pubbliche come atto di galanteria al cospetto delle dame.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1225\" aria-describedby=\"caption-attachment-1225\" style=\"width: 1048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1225  \" alt=\"Le \u201ccorvette\u201d erano un\u2019aria molto popolare, che veniva spesso eseguita in pubblico come segno di galanteria verso le dame. William Cavendish, duca di Newcastle, La methode et inuention nouvelle de dresser les cheuaux, 1658, tav. 26\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes.jpg\" width=\"1048\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes.jpg 1048w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes-580x442.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes-1024x781.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Newcastle-Courbettes-393x300.jpg 393w\" sizes=\"auto, (max-width: 1048px) 100vw, 1048px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1225\" class=\"wp-caption-text\">Le \u201ccorvette\u201d erano un\u2019aria molto popolare, che veniva spesso<br \/>eseguita in pubblico come segno di galanteria verso le dame.<br \/>William Cavendish, duca di Newcastle, La methode et inuention<br \/>nouvelle de dresser les cheuaux, 1658, tav. 26<\/figcaption><\/figure>\n<p>I cavalli venivano inoltre tutti addestrati a \u201c<i>sparar calci<\/i>\u201d, in preparazione dei salti di scuola. \u00c8 da ritenersi che questo fosse un addestramento condiviso anche dai cavalli da guerra, che venivano indotti a scalciare a comando nelle mischie, come mostra un particolare del celebre quadro di Paolo Uccello, <i>Disarcionamento di Bernardino della Ciarda <\/i>(1438-1440), in cui si nota un sauro con entrambi i posteriori sollevati nell\u2019atto di scalciare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1226\" aria-describedby=\"caption-attachment-1226\" style=\"width: 2043px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1226 \" alt=\"Nel celebre quadro di Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda, si nota un cavallo sauro che scalcia nella mischia. Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, (1438-1440), Firenze, Museo degli Uffizi\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11.jpg\" width=\"2043\" height=\"1151\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11.jpg 2043w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11-580x326.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Paolo-Uccello-11-500x281.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 2043px) 100vw, 2043px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1226\" class=\"wp-caption-text\">Nel celebre quadro di Paolo Uccello, Disarcionamento di Bernardino della Ciarda,<br \/>si nota un cavallo sauro che scalcia nella mischia.<br \/>Paolo Uccello, Battaglia di San Romano (1438-1440), Firenze, Museo degli Uffizi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infine, abbiamo visto in un altro articolo (<i><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/il-passo-spagnolo-aria-classica-o-trucco-da-circo\/\">Il passo spagnolo: aria classica o trucco da circo?<\/a><\/i>) che tra le arie di presentazione figurava anche quello che oggi chiamiamo \u201cpasso spagnolo\u201d e che all\u2019epoca si diceva \u201c<i>far ciambetta<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Con questa disamina delle arie di presentazione si conclude la nostra panoramica dei principali esercizi descritti, o citati, nei trattati italiani d\u2019equitazione di epoca rinascimentale (si vedano gli articoli precedenti: <a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-1a-parte\/\">Parte 1<\/a> e <a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-2a-parte\/\">Parte 2<\/a>). Ovviamente, questa descrizione sintetica non pretende di rappresentare esaustivamente il vasto campo delle pratiche equestri dell\u2019epoca, ma mira soprattutto ad evidenziare alcuni aspetti rimasti invariati nel corso dei secoli, cos\u00ec come a sottolineare alcune differenze significative.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>BARRY, Jean-Claude, <i>Trait\u00e9 des Airs relev\u00e9s<\/i>, Paris, Belin, 2005.<\/p>\n<p>BARRY, Jean-Claude, <i>Les airs relev\u00e9s et leur histoire<\/i>, in AA.VV., <i>Les Arts de l&#8217;\u00e9quitation dans l&#8217;Europe de la Reinassance. VII<sup>e<\/sup> colloque de l&#8217;Ecole nationale d&#8217;\u00e9quitation au Chateau d&#8217;Oiron (4 et 5 octobre 2002)<\/i>, Arles, Actes Sud, 2009, pp. 183-196.<\/p>\n<p>CARACCIOLO, Pasquale, <i>Gloria del cavallo<\/i>, Venezia, Gabriel Giolito de\u2019 Ferrari, (in 4\u00b0), 1566.<\/p>\n<p>CORTE, Claudio, <em>Il Cavallarizzo<\/em>, Venezia, Giordano Zilletti, 1562.<\/p>\n<p>FIASCHI, Cesare, <i>Trattato dell&#8217;imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli<\/i>, Bologna, Anselmo Giaccarelli, 1556.<\/p>\n<p>GALIBERTO, Giovanni Battista, <i>Il cavallo da maneggio, ove si tratta della nobilissima virt\u00f9 del..,<\/i>Vienna, Giacomo Kyrneri, 1650.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Giovanni Battista Tomassini Nel tardo Medioevo e nel Rinascimento l\u2019equitazione aveva una spiccata dimensione sociale. 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