{"id":2407,"date":"2014-03-13T16:14:22","date_gmt":"2014-03-13T16:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/worksofchivalry.com\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-2a-parte\/"},"modified":"2014-03-13T16:14:22","modified_gmt":"2014-03-13T16:14:22","slug":"maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/worksofchivalry.com\/it\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-2a-parte\/","title":{"rendered":"\u201cManeggi e salti\u201d . Gli esercizi di base dell\u2019equitazione rinascimentale (2a parte)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1175\" aria-describedby=\"caption-attachment-1175\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1175    \" title=\"Benozzo Gozzoli,  Cappella dei Magi (particolare), 1459\" alt=\"Benozzo Gozzoli, Cappella dei Magi, dettaglio della parete est, Palazzo Medici- Ricciardi, Firenze, 1459\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare-580x419.jpg\" width=\"580\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare-580x419.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare-1024x740.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare-414x300.jpg 414w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Benozzo-Gozzoli-Cappella-dei-Magi-particolare.jpg 1161w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1175\" class=\"wp-caption-text\">Benozzo Gozzoli, Cappella dei Magi, dettaglio della parete est,<br \/>Palazzo Medici- Ricciardi, Firenze, 1459<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>di\u00a0<a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/gli-autori\/\">Giovanni Battista Tomassini<\/a><\/em><\/p>\n<p>All\u2019inizio\u00a0della seconda parte del suo <i>Trattato dell\u2019imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli<\/i> (1556), Cesare Fiaschi dichiarava esplicitamente di voler codificare l\u2019arte equestre della sua epoca, stabilendo la norma di corretta esecuzione dei diversi \u201cmaneggi\u201d. Una regola che, nell\u2019intenzione dell\u2019autore, serviva anche a mettere al riparo chi vi si adeguava dalle critiche dei troppi che, a suo giudizio, a quei tempi praticavano l\u2019equitazione senza il dovuto rigore.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>Mi par in questa seconda parte del trattato non solo dar norma col dir mio del maneggio di cavalli, ma porre ancho in disegno alcuni atti di cavalieri a cavallo e ferri d\u2019esso, e il tempo in Musica d\u2019alcuni maneggi, acci\u00f2 che non possa essere ripreso alcuno ogni volta che secondo tali raccordi li manegger\u00e0 poi. L\u2019haver io veduto molti, s\u00ec pe\u2019l passato come per adesso, che non mirano di far fare al cavallo interamente quel che dovrebbero, mi [h]a fatto prender questa fatica, e ancho perch\u00e9 so che al d\u00ec d\u2019hoggi alcuni, per non essere avertiti, incorrono in molti errori [\u2026], per\u00f2 niuno si dee sdegnare accettare il mio parere atteso, che se proceder\u00e0 del modo che in questo trattato si intender\u00e0 e vederasi ancho in disegno e Musica, potr\u00e0 farsi honore senza tema d\u2019essere riputato insciente, perch\u00e9 con le vive ragioni in mano chiuder\u00e0 la bocca a quelli ch\u2019ardissero contradirli<\/em>. (FIASCHI, 1556, II, 1, pp. 87-88)<\/p>\n<p>La parte del trattato di Fiaschi espressamente dedicata all\u2019equitazione pu\u00f2 insomma essere intesa come un vero e proprio canone dei diversi esercizi di scuola, eseguiti con un cavallo perfettamente addestrato. Su come per\u00f2 gli animali venissero preparati a quelle raffinate evoluzioni, l\u2019autore ferrarese dice ben poco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1153\" aria-describedby=\"caption-attachment-1153\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grsione-e-Corte-Frontespizi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1153 \" title=\"I trattati di Grisone e Corte - Frontespizi delle edizioni del 1551 e 1573\" alt=\"\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grsione-e-Corte-Frontespizi-580x418.jpg\" width=\"580\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grsione-e-Corte-Frontespizi-580x418.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grsione-e-Corte-Frontespizi-416x300.jpg 416w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grsione-e-Corte-Frontespizi.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1153\" class=\"wp-caption-text\">Le opere di Grisone e Corte vennero pi\u00f9 volte ristampate nel corso del XVI e XVII secolo<br \/>Frontespizi dell&#8217;edizione del 1551 degli &#8220;Ordini&#8221; e dell&#8217;edizione lionese del 1573 de &#8220;Il cavallarizzo&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pi\u00f9 interessanti dal punto di vista dell\u2019addestramento del cavallo in epoca Rinascimentale risultano altri due testi fondamentali del XVI secolo. Vale a dire <i>Gli<b> <\/b>ordini<b> <\/b>di cavalcare <\/i>(1550) di Federico Grisone, sorta di vero e proprio manuale per l\u2019addestramento del cavallo \u201call\u2019uso della guerra\u201d, e <i>Il cavallarizzo <\/i>(1562) di Claudio Corte, opera tra le pi\u00f9 raffinate e innovative tra quelle dedicate all\u2019arte equestre nel Cinquecento.<\/p>\n<p>Secondo Grisone, il cavallo doveva essere domato dopo il compimento dei tre anni d\u2019et\u00e0. La prima fase dell\u2019addestramento era piuttosto sbrigativa e durava in media dai quattro ai sei mesi. Grisone consigliava di montare all\u2019inizio su un terreno arato, sul quale altri cavalli avessero battuto una pista. In questo modo, secondo l\u2019autore, il cavallo veniva indotto a seguire una traiettoria corretta, per sottrarsi alla fatica di camminare sul terreno pi\u00f9 pesante. Con il procedere dell\u2019addestramento si poteva ricorrere a un basso fossato, scavato in modo da obbligarlo a seguire una traiettoria ancora pi\u00f9 rigorosa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1171\" aria-describedby=\"caption-attachment-1171\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2-de-La-Noue-fossato-per-addestramento-alla-passade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1171    \" title=\"Pierre de la Noue, Fossato per l'addestramento alla passade, 1620\" alt=\"\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2-de-La-Noue-fossato-per-addestramento-alla-passade-580x375.jpg\" width=\"580\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2-de-La-Noue-fossato-per-addestramento-alla-passade-580x375.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2-de-La-Noue-fossato-per-addestramento-alla-passade-462x300.jpg 462w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/2-de-La-Noue-fossato-per-addestramento-alla-passade.jpg 881w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1171\" class=\"wp-caption-text\">Grisone suggeriva di utilizzare un fossato per indurre<br \/>il cavallo a seguire una traiettoria rigorosa nella passade.<br \/>Pierre de la Noue, La Cavalerie fran\u00e7oise et italienne, 1620<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fondamentali per preparare il cavallo ai \u201c<i>maneggi<\/i>\u201d erano, secondo l\u2019autore napoletano, i cosiddetti \u201c<em>torni<\/em>\u201d. Si trattava di fare due cerchi (\u201c<i>volte<\/i>\u201d) alla mano destra e poi altri due cerchi alla mano sinistra, per poi percorrere un rettilineo (<i>repolone<\/i>) al termine del quale il cavallo doveva arrestarsi eseguendo alcune \u201c<i>posate<\/i>\u201d. Quindi, quando il cavallo era \u201cquieto e giusto\u201d gli si dovevano far eseguire due volte strette alla mano destra , quindi altre due alla mano sinistra, sino a portarlo, con il progredire dell\u2019addestramento, a eseguire una o due piroette (che Fiaschi e Grisone chiamano \u201c<i>raddoppio<\/i>\u201d, o \u201c<i>volta raddoppiata<\/i>\u201d). Infine, il cavallo veniva riportato sul rettilineo e \u201cusciva\u201d cos\u00ec dai \u201c<em>torni<\/em>\u201d. L\u2019esercizio veniva eseguito inizialmente al trotto e poi, in una fase pi\u00f9 avanzata dell\u2019addestramento, al galoppo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>Questa \u00e8 la forma de i torni offerti da me, con alcune parole scritte, che si per esse, e si per quello che avanti vi dissi, facilmente saranno ben intesi, et del modo che vi sono dipinti conoscerete quanto sieno differenti da i giri antichi, i quali giri, ancor pochi anni a dietro si usavano fra gli alberi, e nella campagna, e erano pi\u00f9 larghi, e in quelli con niuna misura ne di numero ne di larghezza, cambiandosi luogo si andava, e non ordinatamente come ora si va.<\/em> (GRISONE, 1550, II, p. 54r-54v)<\/p>\n<figure id=\"attachment_1154\" aria-describedby=\"caption-attachment-1154\" style=\"width: 322px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grisone-schema-dei-torni-1551.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1154 \" title=\"Grisone, Schema dei cosiddetti torni, 1550\" alt=\"Schema dei cosiddetti \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grisone-schema-dei-torni-1551-322x500.jpg\" width=\"322\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grisone-schema-dei-torni-1551-322x500.jpg 322w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grisone-schema-dei-torni-1551-193x300.jpg 193w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Grisone-schema-dei-torni-1551.jpg 572w\" sizes=\"auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1154\" class=\"wp-caption-text\">Schema dei cosiddetti &#8220;torni&#8221;, l&#8217;esercizio fondamentale per preparare il cavallo ai &#8220;maneggi&#8221;, secondo Grisone<\/figcaption><\/figure>\n<p>I \u201c<em>torni<\/em>\u201d servivano ad allenare il cavallo a trovare il proprio equilibrio sotto il peso del cavaliere, quindi a insegnargli a eseguire il <i>repolone<\/i> (o <i>passade<\/i>), fermandosi dopo la carica, voltando sulle anche per ripartire in direzione opposta.<\/p>\n<p>Per abituare il cavallo ad affrontare qualsiasi tipo di terreno Grisone suggeriva di disseminare il tracciato di pietre. L\u2019autore insisteva poi sull\u2019importanza di esercitare il cavallo ad arrestarsi dritto, magari anche ricorrendo all\u2019aiuto di un uomo a terra che lo inquadrasse con una bacchetta, per evitare che si traversasse. Allo stesso scopo, riteneva utile anche il ricorso alla marcia indietro.\u00a0Nella prima fase il cavallo veniva montato con cavezzone e morso. Quindi, quando era stato gi\u00e0 avviato al lavoro al trotto, Grisone suggeriva di togliergli il cavezzone e di mettergli le cosiddette false-redini, vale a dire redini aggiuntive che venivano assicurate ad appositi anelli posti sulla guardia del morso, all\u2019estremit\u00e0 dell\u2019imboccatura. In questo modo, il morso funzionava come un un morso <i>pelham<\/i> (1).\u00a0Quest\u2019uso era invece fortemente criticato da Fiaschi, che lo riteneva nocivo per il puledro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1165\" aria-describedby=\"caption-attachment-1165\" style=\"width: 335px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/5-Galiberto-Posata1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1165      \" title=\"Giovanni Battista Galiberto, Posata, 1650\" alt=\"La posata era considerata essenziale per abituare il cavallo ad arrestarsi portando il peso sui posteriori Giovanni Battista Galiberto, il cavallo da maneggio, Vienna, 1650\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/5-Galiberto-Posata1-335x500.jpg\" width=\"335\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/5-Galiberto-Posata1-335x500.jpg 335w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/5-Galiberto-Posata1-201x300.jpg 201w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/5-Galiberto-Posata1.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1165\" class=\"wp-caption-text\">La posata era considerata essenziale per abituare il cavallo ad arrestarsi portando il peso sulle anche.<br \/>Giovanni B. Galiberto, Il cavallo da maneggio, 1650<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ben presto al cavallo venivano insegnate le cosiddette \u201c<i>posate<\/i>\u201d, cio\u00e8 ad arrestarsi portando i posteriori sotto di s\u00e9, abbassando le anche e alleggerendo gli anteriori sino a sollevarli da terra, ripiegandoli. Questa tecnica consentiva di riunire il cavallo all\u2019estremo, rendendolo capace di un rapidissimo cambio di direzione al termine del <i>repolone<\/i>. Si trattava comunque di un esercizio spettacolare, che veniva utilizzato anche come aria di presentazione.<\/p>\n<p>Rispetto l\u2019opera di Grisone, quella di Claudio Corte introduce diversi altri esercizi per l\u2019addestramento del cavallo, la maggior parte dei quali sono tuttora in uso (seppure con lievi differenze). Non si tratta evidentemente di \u201cinvenzioni\u201d di Corte, che per\u00f2 ebbe il merito di descriverli nel suo trattato, consolidandone l\u2019impiego.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1163\" aria-describedby=\"caption-attachment-1163\" style=\"width: 226px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/6-Corte-Schema-delle-rote.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1163     \" title=\"Claudio Corte, Schema delle \" alt=\"Corte propone uno schema aggiornato dell'esercizio dei \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/6-Corte-Schema-delle-rote-226x500.jpg\" width=\"226\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/6-Corte-Schema-delle-rote-226x500.jpg 226w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/6-Corte-Schema-delle-rote-135x300.jpg 135w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/6-Corte-Schema-delle-rote.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1163\" class=\"wp-caption-text\">Corte propose uno schema aggiornato dell&#8217;esercizio dei &#8220;torni&#8221; di Grisone, che chiam\u00f2 &#8220;rote&#8221;.<br \/>Claudio Corte, Il Cavallarizzo, 1562<\/figcaption><\/figure>\n<p>Punto di partenza dell\u2019addestramento \u00e8, per Corte, il lavoro sui cerchi. Propone dunque uno schema aggiornato dei \u201c<i>torni<\/i>\u201d di Grisone, che lui chiama \u201c<i>rote<\/i>\u201d, La differenza tra i due esercizi consiste nel fatto che dopo aver percorso il rettilineo il cavallo doveva voltare su tre cerchi contigui, del diametro di 8-12 metri, quindi tornare indietro sullo stesso rettilineo, percorso il quale, voltava su tre cerchi di diametro inferiore (circa 2-3 metri).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1164\" aria-describedby=\"caption-attachment-1164\" style=\"width: 573px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/7-Corte-Schema-del-caragolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1164    \" title=\"Claudio Corte,\" alt=\"Corte considerava l'esercizio del \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/7-Corte-Schema-del-caragolo.jpg\" width=\"573\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/7-Corte-Schema-del-caragolo.jpg 573w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/7-Corte-Schema-del-caragolo-470x300.jpg 470w\" sizes=\"auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1164\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esercizio del &#8220;caragolo&#8221; era, secondo Corte, il pi\u00f9 efficace a rendere il cavallo agile e ubbidiente.<br \/>Claudio Corte, Il cavallarizzo, 1562<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo aver confermato il cavallo in questo esercizio, Corte suggeriva di avviarlo a un altro, il cosiddetto \u201c<i>caragolo<\/i>\u201d (dallo spagnolo \u201c<i>caracol<\/i>\u201d, cio\u00e8 lumaca). Si trattava di eseguire al trotto una spirale, quindi, dopo aver percorso un <i>repolone<\/i>, eseguirne un\u2019altra alla mano contraria. Corte lo considerava l\u2019esercizio pi\u00f9 importante ed efficace, capace di produrre i medesimi benefici del lavoro sulle \u201c<i>rote<\/i>\u201d, consentendo per\u00f2 al cavallo di acquisire maggiore agilit\u00e0 e in minor tempo. Dopo un certo allenamento, il cavallo doveva essere in grado di eseguirlo anche al galoppo. A quel punto, secondo Corte, assumeva anche un notevole pregio estetico, dimostrando la docilit\u00e0 e la scioltezza acquisite dal cavallo e l\u2019abilit\u00e0 del cavaliere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1166\" aria-describedby=\"caption-attachment-1166\" style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/8-Corte-Esse-serrato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1166   \" title=\"Caludio Corte, \" alt=\"L'esercizio del cosiddetto \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/8-Corte-Esse-serrato.jpg\" width=\"570\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/8-Corte-Esse-serrato.jpg 570w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/8-Corte-Esse-serrato-431x300.jpg 431w\" sizes=\"auto, (max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1166\" class=\"wp-caption-text\">Allenare il cavallo al cosiddetto &#8220;esse serrato&#8221; serviva a prepararlo al &#8220;repolone&#8221;.<br \/>Claudio Corte, Il cavallarizzo,1562<\/figcaption><\/figure>\n<p>Altro esercizio era quello che Corte chiamava \u201cesse serrato\u201d. Si trattava di un tracciato in forma di otto, dal quale il cavaliere usciva con un <i>repolone<\/i>, arrestando il cavallo sulla dirittura. L\u2019autore raccomandava di percorrerlo inizialmente seguendo un tracciato pi\u00f9 ampio, che andava progressivamente ristretto a mano a mano che il cavallo si abituava e diventava pi\u00f9 agile. Era considerato propedeutico al <i>repolone<\/i> (cio\u00e8 alla <i>passade<\/i>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1167\" aria-describedby=\"caption-attachment-1167\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/9-Corte-Serpeggiare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1167       \" title=\"Claudio Corte, Schema del \" alt=\"Curiosamente, Corte sosteneva che i cavalli pi\u00f9 generosi e nobili si compiacessero d'eseguire l'esercizio del \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/9-Corte-Serpeggiare.jpg\" width=\"221\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/9-Corte-Serpeggiare.jpg 221w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/9-Corte-Serpeggiare-191x300.jpg 191w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1167\" class=\"wp-caption-text\">Curiosamente, Corte sosteneva che<br \/>i cavalli pi\u00f9 generosi e nobili si<br \/>compiacessero d&#8217;eseguire<br \/>l&#8217;esercizio del &#8220;serpeggiare&#8221;,<br \/>cio\u00e8 la serpentina.<br \/>Claudio Corte, Il Cavallarizzo, 1562<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infine, l\u2019ultimo esercizio introdotto da Corte \u00e8 quello che lui chiamava \u201c<i>il serpeggiare<\/i>\u201d, vale a dire la serpentina. Si trattava, a suo dire, di un allenamento particolarmente adatto a favorire l\u2019equilibrio del cavallo e la sua ubbidienza al morso e alle gambe. L\u2019autore lo considerava inoltre utilissimo nelle battaglie, per evitare i colpi da arma da fuoco e sosteneva che i cavalli, soprattutto quelli pi\u00f9 generosi e nobili, si compiacessero d\u2019eseguirlo. Purtroppo, aggiungeva, questo esercizio veniva trascurato nelle scuole di equitazione, dove non si insegnavano altro che <i>corvette<\/i> e <i>posate<\/i>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1168\" aria-describedby=\"caption-attachment-1168\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1168 \" alt=\"La \" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21-580x442.jpg\" width=\"580\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21-580x442.jpg 580w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21-1024x781.jpg 1024w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21-393x300.jpg 393w, https:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/10-Newcastle-Passade-tav.-21.jpg 1048w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1168\" class=\"wp-caption-text\">La &#8220;passade&#8221; resta l&#8217;esercizio fondamentale per il combattimento a cavallo sino al XVIII secolo.<br \/>WIlliam Cavendish, duca di Newcastle, La methode et invention nouvelle<br \/>de dresser les chevaux, 1658, Tav. 21<\/figcaption><\/figure>\n<p>Corte fu anche il primo autore ad accennare in un libro all\u2019uso del lavoro in mano, cio\u00e8 con il cavaliere a terra che guida il cavallo con le redini. Si tratta di una pratica che avr\u00e0 successivamente un notevole sviluppo, per insegnare gli esercizi del dressage al cavallo senza l\u2019impac\u00adcio del peso del cavaliere. Lo raccomandava per addestrare il cavallo alla marcia indietro. Se l\u2019animale resisteva agli aiuti del cavaliere in sella, questi doveva scendere e prendendo in ciascuna mano le redini del cavezzone, lo doveva spingere \u201cpiacevolmente\u201d indietro sino a che non comprendeva quanto gli si richiedeva. Appena ottenuti alcuni passi indietro, bisognava rimontare in sella e sollecitarlo a indietreggiare. Qualora fosse tornato a resistere, si doveva ripetere l\u2019esercizio da terra: \u00ab<em>che ben devete essere sicuro, che cos\u00ec facendo in due \u00f2 tre mattine, e per aventura in men d\u2019un hora lo haverete \u00e0 questo<\/em>\u00bb (CORTE, 1562, II, 8, p. 66v).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<i>continua<\/i>\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>per leggere il seguito di questo articolo,\u00a0clicka qui -&gt; <a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/maneggi-e-salti-gli-esercizi-di-base-dellequitazione-rinascimentale-parte-3a\/\">parte tre<\/a><\/em><\/p>\n<p>(1) Grisone e gli altri autori rinascimentali non descrivono le false-redini, ma troviamo la loro descrizione nelle edizioni successive alla prima del trattato del duca di Newcastle, <i>La methode et invention nouvelle de dresser les chevaux<\/i>: \u201cLavorare un cavallo con le false-redini \u00e8 un lavoro falso; perch\u00e9, essendo attaccate agli Archi del Morso, se voi le tirate allentano il barbozzale e cos\u00ec il cavallo non sar\u00e0 mai ben stabile; poich\u00e9 se non \u00e8 sottomesso al barbozzale \u00e8 impossibile che sia addestrato; vedete da ci\u00f2 che le false-redini fanno s\u00ec che il Morso non sia altro che un Filetto\u201d (William Cavendish (Duca di Newcastle), <em>M\u00e9thode et invention nouvelle de dresser les chevaux<\/em>, London, Tho. Milbourn, 1771, p. 338)<i> <\/i>Debbo questa informazione a Michael Stevens, che mi ha amichevolmente segnalato un\u2019imprecisione nel mio articolo. Avere lettori cos\u00ec attenti e competenti \u00e8 per me un privilegio e un onore.<\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<p>CORTE, Claudio, <em><a href=\"http:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Il_cavallarizzo\"><i>Il Cavallarizzo<\/i><\/a><\/em>, Venezia, Giordano Zilletti, 1562.<\/p>\n<p>FIASCHI, Cesare, <i><a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=0ctWAAAAcAAJ&amp;pg=PP7&amp;dq=cesare+fiaschi&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=390MU6PhKqWzywPZ1oHoAQ&amp;ved=0CE0Q6AEwBzgK#v=onepage&amp;q=cesare%20fiaschi&amp;f=false\" target=\"_blank\">Trattato dell&#8217;imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli<\/a><\/i>, Bologna, Anselmo Giaccarelli, 1556<\/p>\n<p>GRISONE, Federico, <i><a href=\"http:\/\/fonds-ancien.equestre.info\/tous-les-livres-numerises\/article\/134-gliordini\">Gli ordini di cavalcare<\/a><\/i>, Napoli, stampato da Giovan Paolo Suganappo, 1550.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Giovanni Battista Tomassini All\u2019inizio\u00a0della seconda parte del suo Trattato dell\u2019imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli (1556), Cesare Fiaschi dichiarava esplicitamente di voler codificare l\u2019arte equestre della sua epoca, stabilendo la norma di corretta esecuzione dei diversi \u201cmaneggi\u201d. 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