{"id":4030,"date":"2025-02-28T18:09:10","date_gmt":"2025-02-28T18:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/worksofchivalry.com\/?p=4030"},"modified":"2025-03-01T08:29:16","modified_gmt":"2025-03-01T08:29:16","slug":"la-leggenda-dellaccademia-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/la-leggenda-dellaccademia-di-napoli\/","title":{"rendered":"La leggenda dell\u2019Accademia di Napoli"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Parte 1: All\u2019origine di un errore (*)<\/strong><\/h4>\n<figure id=\"attachment_4037\" aria-describedby=\"caption-attachment-4037\" style=\"width: 945px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4037 size-large\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-1024x694.jpg\" alt=\"\" width=\"945\" height=\"640\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-1024x694.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-580x393.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-768x520.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-1536x1041.jpg 1536w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-2048x1387.jpg 2048w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-1612x1092.jpg 1612w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-1116x756.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-806x546.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-558x378.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/2-Stefano-della-Bella-\u2013-Saut-decole-vers-1645-655x444.jpg 655w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4037\" class=\"wp-caption-text\">Stefano Della Bella, Cavaliere che esegue un salto di scuola, circa 1642-45 \u00a9 British Museum &#8211; Londra<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>di <a href=\"https:\/\/worksofchivalry.com\/it\/gli-autori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovanni Battista Tomassini<\/a><\/em><\/p>\n<p>Tra i molti luoghi comuni di cui \u00e8 disseminato il racconto della storia equestre, in particolare quello della tradizione italiana rinascimentale, uno dei pi\u00f9 tenaci e diffusi \u00e8 quello relativo all\u2019esistenza, nel XVI secolo, di una fantomatica Accademia a Napoli, dove si sarebbe insegnata l\u2019arte equestre. A seconda delle versioni, in questa Accademia non solo avrebbero insegnato l\u2019equitazione i due maestri pi\u00f9 celebri del Regno di Napoli, vale a dire, Federico Grisone e Giovan Battista Pignatelli, ma si sarebbe formato (e, secondo alcuni, avrebbe anche insegnato) il ferrarese Cesare Fiaschi. Il fatto curioso \u00e8 per\u00f2 che, sebbene l\u2019esistenza di quest\u2019accademia napoletana venga data per scontata e ribadita da praticamente tutte le ricostruzioni della storia dell\u2019equitazione italiana, almeno dal XVIII fino al 2013, non se ne trova traccia in alcuna fonte dell\u2019epoca!<\/p>\n<p>Nel frontespizio del suo celebre trattato, <em>Ordini di cavalcare <\/em>(1550), il primo pubblicato a stampa sull\u2019arte di ammaestrare il cavallo per l\u2019uso della guerra, Grisone si qualifica semplicemente come \u201cGentil\u2019Huomo Napoletano\u201d, senza alcun accenno alla sua appartenenza a una Accademia. Visto il prestigio di cui simili istituzioni godevano all\u2019epoca, \u00e8 difficile credere che l\u2019omissione di un simile titolo possa essere avvenuta per una forma di understatement, a dire il vero assai poco di moda in quel periodo. Allo stesso modo, nessuna delle diverse testimonianze dell\u2019epoca, che ci segnalano Giovan Battista Pignatelli prima a Roma, al servizio degli Orsini e poi del Gran Cardinale Alessandro Farnese, poi a Napoli, dove si sarebbe ritirato in tarda et\u00e0 per insegnare l\u2019arte equestre a numerosi allievi, anche stranieri, ci dicono che egli insegnasse in un\u2019accademia. Infine, se si consulta l\u2019imponente <em>Storia delle accademie d\u2019Italia<\/em> di Michele Maylander (cfr. MAYLANDER, 1926-30) &#8211; il pi\u00f9 ampio e documentato repertorio sulla materia, che censisce ben 2050 accademie dal XV al XIX secolo &#8211; si scopre che nessuna delle 177 accademie napoletane citate pu\u00f2 essere in alcun modo ricondotta alle figure di Pignatelli o di Grisone, n\u00e9 all\u2019insegnamento dell\u2019equitazione a Napoli nel XVI secolo. Da dove nasce allora la certezza di tanti autori?<\/p>\n<p>Sinora i mie tentativi di risalire alla pi\u00f9 antica menzione di questa fantomatica accademia napoletana, mi hanno portato a individuarla nel testo di un importante autore straniero, nato nell\u2019ultimo decennio del XVI secolo e autore di un celeberrimo trattato equestre. Si tratta di William Cavendish, duca di Newcastle. Schieratosi con Carlo I Stuart, durante la prima guerra civile inglese, l\u2019allora ancora marchese di Newcastle lasci\u00f2 l\u2019Inghilterra alla volta di\u00a0Amburgo, in\u00a0Germania, accompagnato dai due figli e dal fratello Charles, dopo lo disfatta delle truppe realiste da parte delle forze parlamentari a Marston Moor, il 2 luglio 1644. Nell\u2019aprile del 1645, la famiglia si spost\u00f2 a\u00a0Parigi. Quindi, nel 1648, Cavendish lasci\u00f2 la\u00a0Francia\u00a0alla volta di\u00a0Rotterdam\u00a0con l\u2019intento di unirsi al principe di Galles al comando di una flotta ribelle, ma alla fine prese residenza ad\u00a0Anversa\u00a0dove rimase sino alla Restaurazione, nel 1660.<\/p>\n<p>Pur non potendo pi\u00f9 disporre delle immense ricchezze di quando era in patria, in questo periodo il marchese, che s\u2019era sempre occupato di allevamento di cavalli e d\u2019equitazione, acquist\u00f2 diversi cavalli spagnoli e barberi e si dedic\u00f2 ad addestrarli, in un maneggio che attir\u00f2 l\u2019attenzione di molti principi e grandi signori in vista nei Paesi Bassi cattolici. Fu in questo periodo che scrisse e fece tradurre in francese il suo <em>Methode et invention nouvelle de dresser les chevaux<\/em>, che venne dato alle stampe ad Anversa nel 1657, presso Jacques van Meurs. Questa prima edizione dell\u2019opera, ornata di magnifiche tavole, \u00e8 rarissima perch\u00e9 venne stampata in una tiratura piuttosto limitata, che fu ulteriormente ridotta da un incendio nel magazzino del libraio (Menessier, Tome II, p. 248. La prima edizione fu ristampata a Londra nel 1737, presso Jean Brindley, su una carta di qualit\u00e0 nettamente superiore. Il testo e le tavole sono identici. Unica differenza \u00e8 che \u00e8 stato aggiunto un I all\u2019anno di stampa sul frontespizio, che cos\u00ec indica il 1658 e questo spiega perch\u00e9 molte bibliografie e testi datano il <em>Methode<\/em>, 1658, anzich\u00e9 1657).<\/p>\n<figure id=\"attachment_3517\" aria-describedby=\"caption-attachment-3517\" style=\"width: 945px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3517 size-large\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-1024x782.jpg\" alt=\"\" width=\"945\" height=\"722\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-1024x782.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-580x443.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-768x586.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-806x615.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-558x426.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21-655x500.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/3-Newcastle-Passade-tav.-21.jpg 1048w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3517\" class=\"wp-caption-text\">William CAVENDISH, Duke of Newcastle, Methode et invention nouvelle de dresser les chevaux , Anvers, chez Jacques van Meurs, 1657<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo il suo ritorno in Inghilterra, Newcastle, che venne nominato duca nel 1665, si ritir\u00f2 dalla vita pubblica e continu\u00f2 a dedicarsi alla sua passione per i cavalli. Cedendo all\u2019insistenza dei suoi compatrioti, nel 1667, pubblic\u00f2 a Londra un\u2019edizione inglese della sua opera: <em>A new method, and extraordinary invention, to dress horses<\/em>. Pur portando lo stesso titolo, quest\u2019opera \u00e8 molto diversa da quella pubblicata nel 1657. Nell\u2019<em>Avvertenza al lettore<\/em>, lo stesso autore spiega, infatti, che il nuovo testo rende conto delle ulteriori riflessioni ed esperienze da lui fatte a partire dalla pubblicazione del primo trattato e che, quindi, non deve essere considerato n\u00e9 una traduzione, n\u00e9 un\u2019integrazione, ma un\u2019opera a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p>Questo nuovo libro fu successivamente tradotto e pubblicato in francese, sempre a Londra, presso Thomas Milburn, nel 1671. Per ammissione dello stesso editore, che lo precisa in una breve Avvertenza preliminare, questa traduzione contiene molti errori, perch\u00e9 il traduttore non era un uomo di cavalli e lo stampatore non conosceva il francese. Non sappiamo chi fosse il traduttore, ma queste circostanze sono particolarmente rilevanti al fine della nostra indagine.<\/p>\n<p>La prima macroscopica differenza tra la prima edizione (1657) e la seconda, in inglese (1667), del trattato di Newcastle \u00e8 che, in quest\u2019ultima, l\u2019autore inizia la prima parte del trattato vero e proprio con un excursus storico \u201cOf the several\u00a0Authors\u00a0that have\u00a0Written\u00a0of Horse-manship, both\u00a0Italians, French\u00a0and\u00a0English\u201d (sui \u201cdiversi autori che hanno scritto di equitazione, sia italiani, francesi che inglesi\u201d). L\u2019opera si apre con un tributo (piuttosto esagerato) al primato degli italiani:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>THis Noble Art was first begun and Invented in\u00a0Italy,\u00a0and all the\u00a0French\u00a0and other\u00a0Nations\u00a0went thither to learn; the seate of\u00a0Horse-manship\u00a0being at\u00a0Naples.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">(NEWCASTLE, 1667, p. 1. \u201cQuesta Nobile Arte ebbe inizio e venne e inventata in Italia e tutti i francesi e i cittadini di altre nazioni andavano l\u00ec per impararla; essendo la sede dell\u2019arte della cavalleria a Napoli\u201d. [traduzione nostra])<\/p>\n<figure id=\"attachment_4045\" aria-describedby=\"caption-attachment-4045\" style=\"width: 568px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/6-Federico-Grisone-Kunstlicher-Bericht-vnd-allerzierlichste-Beschreybung-des-edlen-1570.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4045\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/6-Federico-Grisone-Kunstlicher-Bericht-vnd-allerzierlichste-Beschreybung-des-edlen-1570.jpeg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"849\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/6-Federico-Grisone-Kunstlicher-Bericht-vnd-allerzierlichste-Beschreybung-des-edlen-1570.jpeg 568w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/6-Federico-Grisone-Kunstlicher-Bericht-vnd-allerzierlichste-Beschreybung-des-edlen-1570-335x500.jpeg 335w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/6-Federico-Grisone-Kunstlicher-Bericht-vnd-allerzierlichste-Beschreybung-des-edlen-1570-558x834.jpeg 558w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4045\" class=\"wp-caption-text\">Federico Grisone, Ku\u0308nstlicher Bericht vnd allerzierlichste Beschreybung des edlen, 1570<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quindi, elenca gli autori italiani, partendo da Grisone e citando una serie di cavallerizzi italiani, che hanno esercitato la loro arte in Inghilterra. Questa rapida panoramica si conclude con la citazione del cavaliere italiano il cui magistero \u00e8 rimasto immortalato dalla riconoscenza tributatagli dai suoi illustri allievi stranieri: Giovanni Battista Pignatelli. Di lui Newcastle scrive:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>But the most Famous man that ever was in\u00a0Italy,\u00a0was at\u00a0Naples,\u00a0a\u00a0Neapolitan,\u00a0call\u2019d\u00a0Signior Pignatel; but he never Writ:\u00a0Monsieur La Broue\u00a0Rid under him five years:\u00a0Monsieur De Pluvinel\u00a0nine years: And\u00a0Monsieur St. Anthoine\u00a0many years. The\u00a0Liberty,\u00a0which is the best for\u00a0Bitts,\u00a0at this Day, we call\u00a0A La Pignatel.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">(NEWCASTLE, 1667, p. 3. \u201cMa l\u2019uomo pi\u00f9 Famoso che ci fu mai in Italia, fu a Napoli, una napoletano chiamato Signor Pignatelli; ma non scrisse mai [un libro]: il Signor de La Broue mont\u00f2 sotto la sua guida per cinque anni: il Signor De Pluvinel nove: e il Signor St. Anthoine molti anni. Il morso a Libert\u00e0 [di lingua], che \u00e8 il migliore tra i morsi, lo chiamiamo Alla Pignatelli\u201d)<\/p>\n<p>Fin qui tutto bene. I giudizi del duca sono un po\u2019 tagliati con l\u2019accetta, in realt\u00e0, nel suo libro Pluvinel afferma di aver studiato presso Pignatelli sei anni e non nove (PLUVINEL, 1625, p. 30), ma la sintesi di Newcastle \u00e8 abbastanza fedele. Nella traduzione francese dell\u2019opera, pubblicata quattro anni dopo, troviamo per\u00f2 una variante significativa:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Ce Noble et Excellent Art fut premierement commenc\u00e8 et invent\u00e8 en Italie, ou tous les Fran\u00e7ois et plusieurs d\u2019autres Nations alloient pour l\u2019apprendre: Ce feut a Naples, ou la premiere Academie pour monter a Cheval feut establi\u00eb, et Frederic Grison Neapolitain feut le premier qui en escrivit, ce qu il fist en vray Cavalier, et comme un grand Maistre en un Art qui n\u2019estoit alors qu\u2019en son Enfance.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">(NEWCASTLE, 1671, pp. 1-2. \u201cQuesta Nobile arte fu avviata e inventata in Italia, dove tutti i Francesi e molti di altre Nazioni andavano per apprenderla; fu a Napoli che venne istituita la prima Accademia per montare a cavallo, e Federico Grisone Napoletano fu il primo che ne scrisse, cosa che fece in quanto vero Cavaliere, e grande Maestro di un\u2019Arte che allora era solo nella [epoca della] propria Infanzia\u201d.)<\/p>\n<p>Nella traduzione francese compare un\u2019accademia di Napoli, che non esisteva nella versione inglese (verisimilmente fedele al testo dell\u2019autore). E non un\u2019accademia qualunque. Nientemeno che la prima Accademia equestre! D\u2019altronde, se Napoli veniva qualificata dall\u2019autore come \u201cla sede\u201d dell\u2019arte della cavalleria, era facile pensare che l\u00ec fosse stata fondata la prima accademia per insegnarla. Soprattutto in un epoca, la seconda met\u00e0 del XVII secolo, in cui le accademie, ispirate ai modelli italiani del Cinquecento, erano ormai istituzioni piuttosto diffuse in Europa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4041\" aria-describedby=\"caption-attachment-4041\" style=\"width: 945px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-4041\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-1024x767.jpg\" alt=\"\" width=\"945\" height=\"708\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-1024x767.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-580x434.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-768x575.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-1116x836.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-806x604.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-558x418.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-655x491.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579-600x449.jpg 600w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/4-Giovanni-Stradano-Cheval-Napolitain-Equile-Joannis-Austriaci-vers-1579.jpg 1367w\" sizes=\"auto, (max-width: 945px) 100vw, 945px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4041\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Stradano, Cavallo Napoletano, da Equile Joannis Austriaci , circa 1579.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019autorit\u00e0 di Newcastle e la novit\u00e0 del suo sintetico <em>excursus<\/em> storico iniziale si imposero come modello ai successivi trattati. Il fatto che la conoscenza del francese fosse all\u2019epoca molto pi\u00f9 diffusa di quella dell\u2019inglese e che la prima edizione del 1657 fosse molto rara, favor\u00ec la larga diffusione della traduzione del 1671 del suo trattato.\u00a0 Una sintesi storica analoga a quella erroneamente tradotta di Newcastle si trova, per esempio, nell\u2019<em>\u00c9cole de cavalerie<\/em> di Fran\u00e7ois Robichon de La Guerini\u00e9re, del 1733, che manifestamente si ispira al suo illustre predecessore inglese. Anche lui, ripercorrendo la storia degli autori che lo hanno preceduto scrive:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il signor de La Broue visse sotto il regno di Enrico IV. Ha composto un\u2019opera in folio che contiene i principi di Giovan Battista Pignatelli suo Maestro, il quale teneva Accademia a Napoli: Questa Scuola aveva una cos\u00ec gran reputazione, che la si considerava come la prima al mondo. Tutta la Nobilt\u00e0 di Francia e di Germania, che voleva perfezionarsi nella Cavalleria, era obbligata ad andare a prendere lezioni da questo illustre Maestro.<\/em> (LA GU\u00c9RINI\u00c8RE, 1733, pp. 60-61 [traduzione nostra])<\/p>\n<p>L\u2019autorevolezza di La Gu\u00e9rini\u00e8re, impone un ulteriore sigillo di garanzia alla presunta storicit\u00e0 dell\u2019accademia napoletano, in cui avfrebbe insegnato Pignatelli, che grazie al grande successo del libro del maestro francese, ebbe enorme diffusione. La ritroviamo, per esempio, citata nello splendido trattato di Manoel Carlos de Andrade <em>Luz da liberal e nobre arte da cavallaria<\/em> (1790) \u2013 vero e proprio monumento dell\u2019arte equestre portoghese \u2013, il cui iniziale excursus storico \u00e8 una traduzione quasi letterale di quello di La Gu\u00e9rini\u00e8re:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>La Broue compose un volume in folio, che contiene le massime principali di Giovan Battista Pignatelli, suo Maestro, e dell\u2019Accademia di Napoli. Questa scuola raggiunse una cos\u00ec alta rinomanza nella sua epoca, che era reputata la migliore del Mondo; tanto che tutta la Nobilt\u00e0 dell\u2019Italia, di Napoli, della Francia e della Germania si vantava di aver preso lezioni da un Maestro tanto eccellente. Pluvinel and\u00f2 dalla Francia a Napoli, e fu anche lui discepolo di Pignatelli, e quando nel 1589 Enrico IV il Grande, Re di Navarra, fu chiamato a succedere alla Corona di Francia, lo accompagn\u00f2, e fu suo Cavallerizzo, e Maestro di Luigi XIII, il Giusto.<\/em> (DE ANDRADE, 1790, p. 4 [traduzione nostra])<\/p>\n<p>Dopo la Gu\u00e9rini\u00e8re, d\u2019altronde, anche gli autori italiani cominciano a citare l\u2019Accademia di Napoli e a vantarne il primato. A quanto pare, insomma, questa famigerata istituzione sarebbe il frutto di un errore di traduzione, tramandato di bocca in bocca e affermatosi grazie all\u2019autorit\u00e0 di autori stranieri, di quasi un secolo posteriori rispetto all\u2019epoca della sua presunta esistenza. Resta per\u00f2 da chiedersi cosa abbia ispirato tale errore di traduzione e per far questo occorre chiarire cosa fossero originariamente le accademie e come si trasformarono nel tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>(*) Pubblicato in francese sul sito della <a href=\"https:\/\/labibliothequemondialeducheval.org\/fr\/p\/268\/la-legende-de-lacademie-de-naples-12.html?fbclid=IwY2xjawIu3xxleHRuA2FlbQIxMQABHfhbljuOB5K8Gx_QpHVn4gf8E-9T7Q3sjWnqPEvaaVE91skPCLJYPYcQgg_aem_rOTG2wC7VTavtkKgzY3Tug\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Biblioth\u00e8que Mondiale du Cheval<\/a><\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Continua<\/em>..<\/p>\n<h2>Bibliografia<\/h2>\n<p>Manoel Carlos de ANDRADE, <em>Luz da liberal e nobre arte da cavallaria<\/em>, Lisboa, na Regia Officina Typografica, 1790.<\/p>\n<p>William CAVENDISH, Duke of Newcastle, <em>A new method, and extraordinary invention, to dress horses<\/em>, London, printed by Tho. Milbourn, 1667.<\/p>\n<p>William CAVENDISH, Duke of Newcastle \u00e0 Londres, <em>Methode et invention nouvelle de dresser les chevaux<\/em> , chez Th. Milbourn, 1671.<\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Robichon de LA GUERINIERE, <em>\u00c9cole de cavalerie<\/em>, Paris, impr. de Jacques Collombat, 1733.<\/p>\n<p>Michele MAYLANDER, <em>Storia delle Accademie d\u2019Italia<\/em>, Bologna-Trieste, Cappelli, 1926-30, 5 vol. (rist. anastatica Bologna, Forni, 1976).<\/p>\n<p>Gabriel-Ren\u00e9 MENNESSIER DE LA LANCE, <em>Essai de Bibliographie Hippique donnant la description d\u00e9taill\u00e9e des ouvrages publi\u00e9s ou traduits en latin et en fran\u00e7ais sur le Cheval et la Cavalerie avec de nombreuses biographies d\u2019auteurs hippiques<\/em>, Paris, Lucien Dorbon, 1915-21.<\/p>\n<p>Antoine de PLUVINEL, <em>L\u2019instruction du Roy en l\u2019exercice de monter \u00e0 cheval<\/em>, Paris, M. Nivelle, 1625.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte 1: All\u2019origine di un errore (*) di Giovanni Battista Tomassini Tra i molti luoghi comuni di cui \u00e8 disseminato il racconto della storia equestre, in particolare quello della tradizione italiana rinascimentale, uno dei pi\u00f9 tenaci e diffusi \u00e8 quello relativo all\u2019esistenza, nel XVI secolo, di una fantomatica Accademia a Napoli, dove si sarebbe insegnata&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4041,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[277],"tags":[413,414,417,381,415,418,416],"class_list":["post-4030","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia","tag-accademia-di-napoli","tag-duca-di-newcastle","tag-fiaschi-it","tag-grisone-it","tag-la-gueriniere-it","tag-pignatelli-it","tag-pluvinel-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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