{"id":3705,"date":"2020-01-07T21:58:18","date_gmt":"2020-01-07T21:58:18","guid":{"rendered":"http:\/\/worksofchivalry.com\/?p=3705"},"modified":"2020-01-09T21:14:34","modified_gmt":"2020-01-09T21:14:34","slug":"di-che-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-equitazione-classica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/di-che-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-equitazione-classica\/","title":{"rendered":"Di che cosa parliamo quando parliamo di equitazione classica?"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3707\" aria-describedby=\"caption-attachment-3707\" style=\"width: 458px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3707 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum-458x500.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"500\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum-458x500.jpg 458w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum-558x609.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum-655x715.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum-600x655.jpg 600w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/John-Vanderbank-The-full-gallop-or-carriere-1734-British-Museum.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3707\" class=\"wp-caption-text\">John Vanderbank, Cavaliere al galoppo, 1734<br \/>British Museum, Londra<\/figcaption><\/figure>\n<p>di <a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/it\/gli-autori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Giovanni Battista Tomassini<\/a><\/p>\n<p>Per quanto l\u2019espressione \u201cequitazione classica\u201d sia da tempo in uso e largamente diffusa, il suo significato continua a essere piuttosto vago e ambiguo. In alcuni casi, infatti, si intendono per classiche le pratiche equestri dei secoli scorsi, in opposizione a quelle pi\u00f9 moderne. Per esempio, si considera classica l\u2019equitazione rinascimentale e accademica, in opposizione al metodo naturale di Federico Caprilli. In altri casi, il concetto assume una connotazione ispirata a una valutazione di tipo qualitativo. Per esempio, alcuni considerano classica un\u2019equitazione con un orientamento pi\u00f9 etico verso il cavallo, contrapponendola all\u2019esasperazione della performance, tipica dell\u2019equitazione sportiva. Di solito, in questi casi si rimpiange la finezza e l\u2019eleganza del passato e si condannano la monta aggressiva, le posture coercitive (come il rollkur) e le movenze innaturali, imposte al cavallo da un malinteso spirito di competizione. In realt\u00e0, entrambe queste interpretazioni sono parziali e contradditorie. Nel primo caso, infatti, si riuniscono nella generica categoria delle cose \u201cclassiche\u201d tecniche e pratiche che si sono evolute nei secoli in forme diverse, contrapponendole a un\u2019altra categoria altrettanto generica e astratta, all\u2019interno della quale finiscono per ricevere la medesima etichetta di \u201cmoderni\u201d, atteggiamenti e sensibilit\u00e0 spesso molto diversi tra loro. Nel secondo caso, l\u2019ambiguit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 profonda, poich\u00e9 si idealizza un passato che non sempre \u00e8 da rimpiangere (basti pensare all\u2019elogio del bastone di Grisone) e si condanna il presente, in modo altrettanto sommario e indiscriminato (visto che, per fortuna, oggi come ieri, accanto ai mediocri esistono anche ottimi cavalieri!).<\/p>\n<p>Per cercare di definire pi\u00f9 precisamente cosa sia l\u2019equitazione classica \u00e8 senz\u2019altro necessario partire dall\u2019aggettivo. Principalmente riferito al mondo dell\u2019antichit\u00e0 greca e latina, intesa come fondamento della civilt\u00e0, il termine \u201cclassico\u201d ha assunto il significato estensivo di qualcosa di \u201cperfetto, eccellente, tale da poter servire come modello\u201d e che, in quanto tale, \u201cforma quindi una tradizione, o \u00e8 legato a quella che generalmente viene considerata la tradizione migliore\u201d. Quello che mi sembra essenziale di questa definizione (tratta dal <em>Vocabolario della lingua italiana <\/em>Treccani) \u00e8 il richiamo a un passato che ha un valore fondativo e che genera una tradizione di eccellenza. Se parliamo di equitazione classica, dunque, parliamo di un tipo di equitazione che si richiama a un passato in cui ha origine un modo di intendere l\u2019equitazione come pratica raffinata e tendente a un ideale di perfezione. Per cercare di identificare i tratti salienti di questo ideale dobbiamo tornare quindi alle opere che testimoniano la tradizione dell\u2019arte equestre e cercare di individuare quali siano le caratteristiche distintive di quella tradizione. Mentre da un punto di vista tecnico gli esercizi, descritti nella trattatistica a partire dal Cinquecento, cambiano con il passare dei secoli e dell\u2019impiego del cavallo, sul piano \u201cstilistico\u201d \u00e8 invece possibile identificare alcuni caratteri che restano invariati e che possiamo considerare distintivi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3711\" aria-describedby=\"caption-attachment-3711\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3711 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-580x412.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"412\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-580x412.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-1024x727.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-768x545.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-1536x1091.jpg 1536w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-1612x1145.jpg 1612w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-1116x793.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-806x572.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-558x396.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail-655x465.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Philips-Wouwerman-Riding_School-circa-1688-Museum-of-Fine-Arts-Budapest-detail.jpg 1636w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3711\" class=\"wp-caption-text\">Philips Wouwerman<br \/>Scuola d&#8217;equitazione (dettaglio), circa 1688<br \/>Museum of Fine Arts, Budapest<\/figcaption><\/figure>\n<p>In una delle opere fondamentali del Rinascimento, <em>Il libro del cortegiano <\/em>(1528), Baldassare Castiglione spiega che il moderno gentiluomo di corte deve essere un perfetto cavaliere, capace di superare tutti per l\u2019abilit\u00e0 con la quale esegue i diversi esercizi cavallereschi. Soprattutto, per\u00f2, deve essere capace di compiere i suoi esercizi con <em>grazia<\/em> e <em>buon giudizio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cPer\u00f2 voglio che \u2018l nostro cortegiano sia perfetto cavalier d\u2019ogni sella, ed oltre allo aver cognizion di cavalli e di ci\u00f2 che al cavalcare s\u2019appartiene, ponga ogni studio e diligenzia di passar in ogni cosa un poco pi\u00f9 avanti che gli altri, di modo che sempre tra tutti sia per eccellente conosciuto. E come si legge d\u2019Alcibiade che super\u00f2 tutte le nazioni presso alle quali egli visse e ciascuna in quello che pi\u00f9 era suo proprio, cos\u00ec questo nostro avanzi gli altri, e ciascuno in quello di che pi\u00f9 fa professione. E perch\u00e9 degli Italiani \u00e8 peculiar laude il cavalcare bene alla brida, il maneggiar con ragione massimamente cavalli asperi, il correr lance e \u2018l giostrare, sia in questo de\u2019 migliori Italiani; nel torneare, tener un passo, combattere una sbarra, sia bono tra i miglior Franzesi; nel giocare a canne, correr tori, lanzar aste e dardi, sia tra i Spagnoli eccellente. Ma sopra tutto accompagni ogni suo movimento con un certo bon giudicio e grazia, se vole meritar quell\u2019universal favore che tanto s\u2019apprezza.\u201d (Libro 1, 21)<\/em><\/p>\n<p>Se quello che Castiglione chiama \u201cbuon giudizio\u201d possiamo identificarlo con la competenza dell\u2019esperto, che non ha bisogno di strafare per dimostrarsi abile, pi\u00f9 complesso appare definire cosa intenda per \u201cgrazia\u201d. \u00a0Per Castiglione, la grazia \u00e8 la suprema virt\u00f9 del cortigiano (e del cavaliere) e consiste la capacit\u00e0 di dissimulare le difficolt\u00e0 e la fatica che costano le imprese pi\u00f9 ardite, le opere pi\u00f9 complesse, cos\u00ec come pure gli esercizi fisici pi\u00f9 impegnativi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cMa avendo io gi\u00e0 pi\u00f9 volte pensato meco onde nasca questa grazia, lasciando quelli che dalle stelle l\u2019hanno, trovo una regula universalissima, la qual mi par valer circa questo in tutte le cose umane che si facciano o dicano pi\u00f9 che alcuna altra, e ci\u00f2 \u00e8 fuggir quanto pi\u00f9 si pu\u00f2, e come un asperissimo e pericoloso scoglio, la affettazione; e, per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l\u2019arte e dimostri ci\u00f2 che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi.\u201d (Libro I, 26)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3714\" aria-describedby=\"caption-attachment-3714\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3714 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-580x492.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"492\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-580x492.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-1024x868.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-768x651.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-1536x1302.jpg 1536w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-2048x1736.jpg 2048w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-1612x1367.jpg 1612w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-1116x946.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-806x683.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-558x473.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Horsemen-and-Soldiers-655x555.jpg 655w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3714\" class=\"wp-caption-text\">Stefano della Bella <br \/>Cavalieri e soldati, 1610-1664<br \/>Metropolitan Museum of Art, New York<\/figcaption><\/figure>\n<p>La grazia dunque \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di compiere con naturalezza gesti o imprese difficili, mentre l\u2019affettazione \u00e8 al contrario un atteggiamento eccessivo, artificioso, vale a dire: esageratamente vistoso e goffo. Ed \u00e8 significativo che Castiglione &#8211; che fu esperto e allevatore di cavalli &#8211; usi proprio un esempio equestre per spiegare la \u201cregola universalissima\u201d alla quale il nobile deve conformarsi per divenire un moderno gentiluomo:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cVedete come un cavalier sia di mala grazia, quando si sforza d\u2019andare cos\u00ed stirato in su la sella e, come noi sogliam dire, alla veneziana, a comparazion d\u2019un altro, che paia che non vi pensi e stia a cavallo cos\u00ed disciolto e sicuro come se fosse a piedi.\u201d (Libro I, 27).<\/em><\/p>\n<p>Secondo questo criterio, l\u2019eccellenza viene raggiunta solo quando anche l\u2019esercizio pi\u00f9 difficile \u00e8 realizzato dal cavaliere con assoluta disinvoltura, cio\u00e8 dissimulando lo sforzo e gli aiuti con i quali indirizza la cavalcatura, che appare compiere le proprie evoluzioni nel modo pi\u00f9 naturale, quasi da se stessa. Ed \u00e8 proprio questa capacit\u00e0 di comunicare in modo ineffabile con i cavalli che Pasquale Caracciolo mette in evidenza, descrivendo l\u2019abilit\u00e0 del suo contemporaneo Federico Grisone, gentiluomo napoletano, autore degli <em>Ordini di cavalcare <\/em>(1550), il primo trattato equestre mai dato alle stampe.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cDalla prima volta pare che ogni cavallo gli ubbidisca a cenno, s\u00ec che i circostanti ne rimangono stupefatti.\u201d (CARACCIOLO 1566, p. 141)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3717\" aria-describedby=\"caption-attachment-3717\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3.jpeg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3717 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-580x381.jpeg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"381\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-580x381.jpeg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-768x505.jpeg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-806x530.jpeg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-558x367.jpeg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3-655x431.jpeg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Ku\u0308nstlicher-Bericht-3.jpeg 861w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3717\" class=\"wp-caption-text\">Federico Grisone<br \/>K\u00fcnstlicher Bericht &#8230;, 1570<\/figcaption><\/figure>\n<p>D\u2019altronde, come spiega un altro autore rinascimentale, Cesare Fiaschi, la grazia del cavaliere, vale a dire la compostezza dei suoi gesti e l\u2019esattezza della sua postura, non ha una funzione solamente estetica, ma serve a indirizzare correttamente la cavalcatura, favorendone l\u2019equilibrio e agevolandone il movimento negli esercizi pi\u00f9 complicati:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201ctutti quelli cavalieri che verranno di vedetta debbano procurare d\u2019accomodarsi secondo il tempo con la vita e le membra, cos\u00ec capo e braccia come gambe e piedi, facendo sempre ogni opera di farsi veder pi\u00f9 aggratiati che potranno a cavallo, perch\u00e9, oltre che faran il loro bel vedere, aiuteranno anco al cavallo che in quella sorte di maneggio che far\u00e0 comparir\u00e0 pi\u00f9 aggarbato e migliore.\u201d (FIASCHI, 1556, p. 127)<\/em><\/p>\n<p>La grazia del cavaliere, insomma, non \u00e8 solo mera apparenza, ma rappresenta il modo pi\u00f9 efficace di garantire sempre la massima mobilit\u00e0 e agilit\u00e0 del cavallo nei diversi esercizi. Allo stesso tempo, per\u00f2 rappresenta anche un ideale di decoro e d\u2019eleganza che, per esempio, prescrive al cavaliere di non usare la voce con un cavallo addestrato, sul quale egli deve invece completamente dissimulare gli aiuti con il quale lo guida:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201c\u00e8 male udire un cavaliere gridar a cavallo e brutto veder \u00e8 poi anchora dimenarsi assai con le membra e con la vita, perch\u00e9 solo si ha egli a movere un pochetto con quella a certo tempo per aiutarlo, accioch\u00e9 da lui sia fatto il voler suo, mostrando ancho con ci\u00f2 a riguardanti di non esser statua, anzi haver garbo e maniera di star a cavallo.\u201d (FIASCHI, 1556, p. 111)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3719\" aria-describedby=\"caption-attachment-3719\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3719 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-580x392.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"392\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-580x392.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-1024x692.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-768x519.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-1116x754.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-806x545.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-558x377.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule-655x443.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/La-pesade-avec-la-bride-seule.jpg 1452w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3719\" class=\"wp-caption-text\">Friedrich Wilhelm von Eisenberg<br \/>Description Du Man\u00e9ge Moderne, 1727<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche Claudio Corte, autore nel 1562 di un trattato intitolato <em>Il cavallarizzo<\/em>, condivide l\u2019idea che gli aiuti &#8211; sia di voce, che di altra natura \u2013 debbano essere completamente nascosti, tanto che il cavallo sembri ubbidire in virt\u00f9 di un\u2019arte occulta:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cMa in vece di voce deveno supplire gl\u2019altri aiuti pi\u00f9 necessarij, e maestrevoli. Bench\u00e9 meglio sarebbe ancora, che senza alcun aiuto, alla presenza di tali il cavallo facesse, e andasse bene; e che il cavalliero in questo dimostrasse una vera arte coperta senza sforzar il cavallo \u00e0 fare con aiuto alcuno.\u201d (CORTE, 1562, p. 76r).<\/em><\/p>\n<p>Questo ideale, che abbiamo visto condiviso dagli autori italiani del XVI secolo, lo ritroviamo anche nel secolo successivo presso cavalieri di altre nazioni, come il francese Antoine de Pluvinel, che si era formato in Italia, alla scuola di Giovan Battista Pignatelli. Nel suo trattato <em>L\u2019instruction du roy en l\u2019exercice de monter \u00e0 cheval<\/em>\u00a0(1625), spiega che, per prima cosa, il cavaliere deve essere un \u201cbell\u2019uomo di cavalli\u201d, vale a dire che deve innanzitutto presentarsi bene e con una postura corretta. Questo rappresenta un prerequisito visto che:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cPer ben fare e raggiungere la perfezione della scienza, bisogna cominciare, continuare e finire dalla buona postura del Cavaliere.\u201d (PLUVINEL, 1625, p. 9)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3721\" aria-describedby=\"caption-attachment-3721\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3721 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-580x389.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"389\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-580x389.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-768x515.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-806x541.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-558x374.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2-655x439.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/pluvinel-f-32-p-2.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3721\" class=\"wp-caption-text\">Antoine de Pluvinel<br \/>L\u2019instruction du Roy&#8230;, 1625<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tanto che \u00e8 meglio vedere un uomo ben composto a cavallo, per quanto possa essere ignorante della scienza, che uno altro che sia molto competente, ma che cavalchi con mala grazia. La facilit\u00e0 con la quale il cavaliere compie i propri gesti deve essere manifestata persino nell\u2019espressione gaia del viso, per testimoniare a chi assiste che lui non prova alcun imbarazzo nel fare ci\u00f2 che fa. Meno azioni fa il cavaliere e maggiori sono la sua grazia e il piacere di chi lo guarda, spiega Pluvinel. Per dimostrarsi corretto, il cavaliere deve raggiungere la quasi completa dissimulazione degli aiuti, dando l\u2019impressione a chi lo osserva che il suo cavallo sia cos\u00ec ben addestrato da muoversi di propria volont\u00e0, \u201cquasi come un miracolo in natura\u201d (PLUVINEL, 1625, pp. 95-96). Quest\u2019attitudine ha per conseguenza un maggiore rispetto dell\u2019animale, che viene cavalcato con aiuti discreti e impartiti a tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cSe i cavalli non andassero per altri aiuti che per i colpi di sperone, io confesso francamente che abbandonerei l\u2019esercizio della cavalleria, non essendoci alcun piacere nel far maneggiare un cavallo mediante la sola forza: perch\u00e9 l\u2019uomo non avr\u00e0 mai buona grazie fintanto che sar\u00e0 costretto a batterlo e un cavallo non sar\u00e0 mai piacevole da guardare nel suo maneggio, se non prende piacere in tutte le azioni che compie.\u201d (PLUVINEL, pp. 35-36)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3723\" aria-describedby=\"caption-attachment-3723\" style=\"width: 286px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Courbette.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3723 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Courbette-286x500.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"500\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Courbette-286x500.jpg 286w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Courbette.jpg 421w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3723\" class=\"wp-caption-text\">Fran\u00e7ois Robi\u00e7hon de La Gu\u00e9rini\u00e8ere<br \/>\u00c9cole de cavalerie, 1733<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli esempi di come questo ideale della grazia del cavaliere caratterizzi la maggior parte dei trattati d\u2019equitazione potrebbero moltiplicarsi. Ci limitiamo qui di seguito a elencare tre autori di epoche differenti. Il primo \u00e8 Fran\u00e7ois Robichon de la Gu\u00e9rini\u00e8re, che nel suo <em>\u00c8cole de cavalerie<\/em> (1733) scrive:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cLa grazia \u00e8 un cos\u00ec bell\u2019ornamento per un Cavaliere e allo stesso tempo un cos\u00ec importante viatico alla scienza, che tutti quelli che vogliono diventare Uomini di cavalli, devono prima di ogni altra cosa, impiegare il tempo necessario per acquisire questa qualit\u00e0. Intendo per grazia, un\u2019aria di disinvoltura e di libert\u00e0 [\u2026] e che i movimenti del Cavaliere siano cos\u00ec sottili, che servano piuttosto ad abbellire il suo assetto, che a sembrare aiutare il Cavallo.\u201d (LA GU\u00c9RINI\u00c8RE, 1733, pp. 82-83)<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di un secolo dopo di lui, il generale Alexis L\u2019Hotte si dimostra ancora pienamente in linea con l\u2019estetica rinascimentale:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cNiente nel cavaliere deve far avvertire lo sforzo, n\u00e9 mettere in evidenza i suoi comandi [\u2026]. Il cavaliere deve farsi, in qualche modo, dimenticare, diventando una sola cosa con il suo cavallo.\u201d (L\u2019HOTTE, 1906, p. 172)<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3725\" aria-describedby=\"caption-attachment-3725\" style=\"width: 433px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alexis_LHotte_1864.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3725 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alexis_LHotte_1864-433x500.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"500\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alexis_LHotte_1864-433x500.jpg 433w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Alexis_LHotte_1864.jpg 472w\" sizes=\"auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3725\" class=\"wp-caption-text\">Il generale Alexis L&#8217;Hotte su Laruns (1864)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ritroviamo, infine, gli stessi concetti espressi nella prosa efficace di Nuno Oliveira, il maestro portoghese, che nel XX secolo si colloca in una linea di piena continuit\u00e0 con la tradizione che abbiamo qui sommariamente ricostruito.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>\u201cSenza grazia non c\u2019\u00e8 equitazione fine e senza finezza non si pu\u00f2 pensare all\u2019arte. La durezza, la forza, sono l\u2019appannaggio dei mediocri, che non vogliono mai essere veri.\u201d (OLIVEIRA, 1991, p. 309)<\/em><\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, credo che si possa ragionevolmente concludere che per \u201cequitazione classica\u201d dobbiamo intendere un\u2019equitazione ispirata a un ideale raffinato, che punta a una comunicazione intima tra il cavallo e il cavaliere, fatta di aiuti discreti e quasi invisibili, e che si fonda su un assetto composto ed elegante, che consente al cavaliere di essere sempre \u201ccon la sua cavalcatura\u201d. Un ideale che bandisce quindi ogni violenza, ma si fonda sulla leggerezza e il rispetto dell\u2019animale. Un ideale che richiede una superiore consapevolezza e che punta a un pieno accordo tra due esseri profondamente diversi, ma straordinariamente compatibili, come appunto l\u2019uomo e il cavallo. Da un punto di vista tecnico, questo ideale trova la sua pi\u00f9 compiuta realizzazione nella \u201cdiscesa di mano\u201d di cui parla La Gu\u00e9rini\u00e8re. Quando il cavallo si trova nel piazzamento corretto per esprimere tutto il suo potenziale in termini di forza e di movimento, il cavaliere cessa gli aiuti e lo lascia \u201cin libert\u00e0 su parola\u201d, facendolo maneggiare con aiuti impercettibili che ne regolano l\u2019impulso con minime e semplici variazioni dell\u2019assetto. Allora il cavallo, come scrivevano gli autori del passato, sembra \u201cubbidire a cenno\u201d e compiere i pi\u00f9 difficili esercizi \u201cda se stesso\u201d, realizzando a pieno quella fusione delle volont\u00e0 del binomio, che trasforma l\u2019uomo in centauro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3727\" aria-describedby=\"caption-attachment-3727\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-scaled.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3727 size-medium\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-580x453.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"453\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-580x453.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-1024x800.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-768x600.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-1536x1200.jpg 1536w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-2048x1601.jpg 2048w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-1612x1260.jpg 1612w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-1116x872.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-806x630.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-558x436.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/JOSE\u0301-ROLDA\u0301N-Y-MARTI\u0301NEZ-Il-conte-di-Pinohermoso-e-il-marchese-di-Molins-cavallo-nei-dintorni-di-Siviglia-Prado-1848-655x512.jpg 655w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3727\" class=\"wp-caption-text\">Joos\u00e9 Rold\u00e1n y Martinez<br \/>A cavallo nei dintorni di Siviglia, 1848<br \/>Museo del Prado, Madrid<\/figcaption><\/figure>\n<p>Appare quindi chiaro che questo ideale non \u00e8 legato a una particolare disciplina sportiva, n\u00e9 all\u2019uso di tecniche ed esercizi tipici dell\u2019equitazione del passato, come per esempio i salti di scuola. Che sia dressage, salto degli ostacoli, monta western, o alta scuola, il discrimine \u00e8 il rispetto dell\u2019animale, la ricerca della piena intesa, la finezza degli aiuti, la capacit\u00e0 di interpretare il potenziale dell\u2019animale e il coraggio di lasciarglielo esprimere nel modo pi\u00f9 libero e gioioso. Ci\u00f2 che sottende questo modo di interpretare l\u2019equitazione \u00e8 una dimensione estetica che punta all\u2019assoluto e che proprio per questo assimila l\u2019equitazione all\u2019arte. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 forzato, violento, scomposto, contraddice questo ideale, scade nella mediocrit\u00e0 e non pu\u00f2 che meritare l\u2019esecrazione di tutti coloro che amano la bellezza incarnata in un cavallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Le riflessioni presentate in questo articolo sono state, in parte, ispirate dal dialogo tenutosi la sera del 23 novembre 2019, presso la Scuderia del Principino, a Bregnano, in provincia di Como. In occasione di quest&#8217;incontro mi \u00e8 stato consegnato un premio intitolato alla memoria di Jean Alazar, grande cavaliere, amico e maestro, ricordato dai presenti con affetto e commozione toccanti. Sono particolarmente grato a Michele Coloru e Simona Beltrame, organizzatori della serata, che hanno pensato di darmi questo loro segno di stima e di amicizia e di aver offerto a me e ai partecipanti, oltre che una cena squisita,<\/em> <em>anche un piacevole occasione di confronto sul tema della buona equitazione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3751\" src=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-580x370.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"370\" srcset=\"http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-580x370.jpg 580w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-1024x653.jpg 1024w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-768x490.jpg 768w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-1116x711.jpg 1116w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-806x514.jpg 806w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-558x356.jpg 558w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2-655x417.jpg 655w, http:\/\/worksofchivalry.com\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Principino-1-2.jpg 1332w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>CARACCIOLO, Pasquale, <em>Gloria del cavallo<\/em>, Venezia, Gabriel Giolito de\u2019 Ferrari, (in 4\u00b0), 1566.<\/p>\n<p>CORTE, Claudio, <em>Il Cavallarizzo<\/em>, Venezia, Giordano Zilletti, 1562.<\/p>\n<p>FIASCHI, Cesare, <em>Trattato dell\u2019imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli<\/em>, Bologna, Anselmo Giaccarelli, 1556.<\/p>\n<p>GRISONE, Federico, <em>Gli ordini del cavalcare<\/em>, Napoli, stampato da Giovan Paolo Suganappo, 1550.<\/p>\n<p>L\u2019HOTTE, Alexis Franc\u0327ois <em>Questions e\u0301questres<\/em>, Paris, Librairie Plon, 1906.<\/p>\n<p>LA GUE\u0301RINIE\u0300RE, Franc\u0327ois Robichon de, <em>Ecole de Cavalerie<\/em>, Paris, Jacques Col- lombat, 1733.<\/p>\n<p>OLIVEIRA, Nuno, <em>Principes classiques de l\u2019art de dresser les chevaux, in L\u2019art equestre<\/em>, Paris, Editions Crepin-Leblond, 1991.<\/p>\n<p>PLUVINEL, Antoine de, <em>L\u2019instruction du Roy en l\u2019exercice de monter a\u0300 cheval<\/em>, Paris, M. Nivelle, 1625.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Battista Tomassini Per quanto l\u2019espressione \u201cequitazione classica\u201d sia da tempo in uso e largamente diffusa, il suo significato continua a essere piuttosto vago e ambiguo. In alcuni casi, infatti, si intendono per classiche le pratiche equestri dei secoli scorsi, in opposizione a quelle pi\u00f9 moderne. 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Per cercare di definirne il senso dobbiamo tornare alle opere che testimoniano la tradizione dell\u2019arte equestre e cercare di individuare quali siano le caratteristiche distintive di quella tradizione. 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